Attualità

«Un Commissario per la pace»

Elezioni Europee. Intervista a Angela Danzi, candidata del Movimento 5 Stelle: «Green: bene, ma sono urgenti prestiti garantiti per efficientare gli edifici»

Maria Angela Danzi, 66 anni, messinese di nascita, è membro del Parlamento europeo dal 2022 e si ripresenta come candidata nella circoscrizione Nord-Ovest.
Le chiediamo: sembra che il tema della pace sia quello più sollevato nei tour pre-elettorali per le Europee. Giuseppe Conte ha voluto inserire la scritta “pace” sul simbolo in Europa. A questa dichiarazione di intenti che altre azioni concrete potrebbero seguire? In cosa si differenzia la pace del Movimento rispetto a quella invocata dalla Lega? Come giudica la prospettiva di un intervento diretto nel conflitto ucraino ipotizzato dal presidente francese Macron?
«Il Movimento ha nel proprio dna la pace e sin dall’inizio dello scoppio della guerra in Ucraina siamo stati chiari e coerenti: i conflitti non si risolvono con le armi ma con la diplomazia. Come è vero nella striscia di Gaza e in ogni altro conflitto. In Europa abbiamo votato contro la distrazione dei fondi PNRR per finanziare la produzione di munizioni e armamenti, il famoso ASAP; il Pd si è spaccato con alcuni europarlamentari che l’hanno invece sostenuto. I partiti di maggioranza hanno votato a favore. Ecco la differenza tra noi e loro: non cambiamo idea a seconda di una convenienza politica perché l’unica cosa che ci interessa sono i civili, salvare le loro vite, garantire loro un futuro di dignità. Questo deve fare l’Unione europea, dotarsi di un Commissario per la Pace, non della difesa: è il primo punto del nostro programma. Non è un’utopia ma una strategia».
L’inchiesta in Liguria e quella iniziata sul comitato Milano-Cortina potrebbero influire sul voto oppure ritiene che la gente rimanga, sostanzialmente, indifferente?
«Sono convinta che i magistrati debbano fare il loro lavoro, fino all’ultimo grado di giudizio. Ma che ci siano anche responsabilità morali e politiche che dovrebbero indurre alle dimissioni esponenti di rilievo nella gestione della cosa pubblica, soprattutto a fronte di un impianto accusatorio ampio e articolato. Io penso e spero che i cittadini votino in base al progetto politico, all’impianto di valori, all’idea di società che i partiti esprimono a parole ma anche con la loro storia e la loro condotta».
I processi del green deal suggeriti dall’Europa, dallo stop ai motori a combustione alle case a emissioni zero, sono sempre soggetti a contestazione. Ritiene che sia necessario qualche aggiustamento o la linea tracciata è quella giusta? Riusciranno poi i Governi a formulare piani che ne rispettino le indicazioni? Ritiene ci sia anche la necessità di un finanziamento ad hoc da Bruxelles?
«La direzione è quella giusta oltre che inevitabile. E che sia importante impostare altri prestiti garantiti, per esempio, per efficientare anche le case delle famiglie (...)».
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Paolo Carini
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