Attualità

«Pregiudizi zero. Sì al dialogo»

Autonomia differenziata. Il segretario della Cisl Asse del Po, Dino Perboni: «Chiediamo salvaguardia dell’unità e della coesione del Paese»

Anche il mondo sindacale guarda con interesse al tema dell’autonomia differenziata, che potrebbe comunque portare novità non solo dal punto di vista della gestione degli enti locali, ma anche della contrattazione sociale.
«Sull’autonomia differenziata non abbiamo pregiudiziali ideologiche e siamo aperti al dialogo con Governo e Parlamento per migliorare la riforma, purché si affronti in via prioritaria il tema dei livelli essenziali delle prestazioni con l’obiettivo di rafforzare la coesione nazionale, assicurando diritti di cittadinanza e parità di accesso ai servizi in tutto il paese, responsabilizzando gli amministratori locali e semplificando tante procedure», sottolinea Dino Perboni, segretario generale della Cisl Asse del Po. «Altrettanto importante è assicurare adeguate forme di perequazione per i territori con minore capacità fiscale, a partire dal Mezzogiorno e dalle aree interne del Paese».
Come commenta il disegno legge attualmente allo studio?
«Il disegno di legge sull’autonomia differenziata, approvato dal Consiglio dei Ministri, si avvia al percorso parlamentare e non si esaurirà in poco tempo. È complesso e lo stiamo seguendo con molta attenzione stando al merito, nella consapevolezza che parliamo di una riforma importante per il nostro Paese e la vita delle persone. È dunque indispensabile che le riforme siano condivise con le parti sociali, quindi anche con il sindacato, al riguardo, faccio mie le affermazioni del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, che chiede un coinvolgimento delle forze sociali nella discussione e piena salvaguardia dell’unità e della coesione del Paese, evitando ogni accentuazione di divari e sperequazioni, dando precise e solide garanzie di accesso ai diritti di cittadinanza in ogni angolo del Paese. Aal tema dell’autonomia differenziata la Cisl ha dedicato grande attenzione fin da quando, col governo ‘Conte uno’ sostenuto da Lega e 5 Stelle, il progetto sembrava in procinto di decollare, sotto la spinta di tre regioni, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna».
E oggi come stanno le cose?
«Oggi come allora la nostra sensibilità non è cambiata: staremo al merito delle questioni e seguiremo con la massima attenzione l’iter del percorso legislativo facendoci carico di rappresentare, ove e quando (...)».
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Laura Bosio
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