Attualità

«Autonomia per ridurre il gap tra i territori»

Intervista al sottosegretario di Regione Lombardia, Mauro Piazza: «Risorse? Non mancano. Ci sono istituzioni che le hanno largamente sotto-utilizzate»

Tutte e 23 le materie. La Lombardia sfrutterà l’intero perimetro concesso dalla Costituzione per regalarsi un’autonomia extra-large che, con il disegno di legge di Roberto Calderoli, può raggiungere il traguardo di una storica attuazione. Da anni i governatori lombardi la chiedono a gran voce e dagli uffici regionali si producono documenti che ne certificano la validità da ogni punto di vista. Solo nel 2019 si registra un primo (e unico) passo nella direzione della concretezza, con la firma di una pre-Intesa tra l’allora governo Gentiloni e le regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. L’esplosione della Pandemia fece scivolare in un cassetto il progetto, che torna oggi di assoluta attualità.
A Palazzo Lombardia si dedica alla materia Mauro Piazza, lecchese, oggi Sottosegretario nella giunta Fontana bis, già consigliere regionale nelle due precedenti legislature.
Sottosegretario, l’obiettivo del Governo è quello di una sua definitiva approvazione entro le prossime elezioni europee. Dal suo osservatorio, vede possibile questi tempi di realizzazione?
«Il provvedimento è calendarizzato alla Camera il 29 di questo mese. Salvo modifiche del calendario dei lavori d’aula, c’è lo spazio per approvarlo entro la fine di maggio o i primi giorni di giugno. Già oggi, però, possiamo dire che ci troviamo nel punto più avanzato dell’attuazione del Titolo V della Costituzione riformato nel 2001. Il ddl Calderoli è stato vagliato in centinaia di audizioni in Commissione Affari istituzionali al Senato, che hanno permesso la correzione di un provvedimento su cui la maggioranza ha votato compatta. Se la Camera approva lo stesso testo non è nemmeno necessaria una seconda lettura. Per la prima volta avremo una legge quadro che farà vivere il Titolo V».
A che punto è il confronto tra la Lombardia e lo Stato?
«La trattativa non è ancora partita, dobbiamo attendere l’approvazione del ddl e, successivamente, la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni. Vero è che, a legge approvata, potremo già richiedere il trasferimento di quelle materie per le quali gli stessi Lep non sono previsti. Sono sei: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni, con particolare riguardo alla “fase ascendente” della redazione delle (...)».
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Cristiano Guarneri
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