Intervista a orenza Badini, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Pizzighettone-San Bassano: «Pari opportunità di apprendimento grazie ai nostri docenti»
La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Pizzighettone-San Bassano, Lorenza Badini, illustra la situazione del plesso scolastico di Grumello, che ha 178 iscritti.
Quanti alunni stranieri frequentano il plesso?
«I numeri sono significativi: alla Scuola dell’Infanzia sono 10 su 46, 21,74%; nella Primaria aumenta sensibilmente il numero totale degli alunni, 78, di poco quello degli stranieri, attualmente 15, per cui la percentuale scende al 19,23%. Nella Secondaria di I grado, i numeri si avvicinano a quelli dell’Infanzia, 11 su 54 con una percentuale che risale al 20,37%, quindi circa un quinto».
«I numeri sono significativi: alla Scuola dell’Infanzia sono 10 su 46, 21,74%; nella Primaria aumenta sensibilmente il numero totale degli alunni, 78, di poco quello degli stranieri, attualmente 15, per cui la percentuale scende al 19,23%. Nella Secondaria di I grado, i numeri si avvicinano a quelli dell’Infanzia, 11 su 54 con una percentuale che risale al 20,37%, quindi circa un quinto».
Com’è la convivenza nelle classi?
«Grumello è situato in una zona rurale e la presenza di stranieri è registrata ormai da tanti anni. Nel tempo si è quindi instaurata una multiculturalità che ha fatto in modo che a scuola, e nelle classi in particolare, ci sia accoglienza verso nazionalità diverse da quella italiana. Questo lo abbiamo registrato anche due anni fa quando, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, un cospicuo gruppo di studenti e studentesse ucraine, sette, ha iniziato a frequentare le nostre scuole».
«Grumello è situato in una zona rurale e la presenza di stranieri è registrata ormai da tanti anni. Nel tempo si è quindi instaurata una multiculturalità che ha fatto in modo che a scuola, e nelle classi in particolare, ci sia accoglienza verso nazionalità diverse da quella italiana. Questo lo abbiamo registrato anche due anni fa quando, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, un cospicuo gruppo di studenti e studentesse ucraine, sette, ha iniziato a frequentare le nostre scuole».
Quali le strategie che applicate per la loro integrazione?
«Innanzitutto ci tengo a dire che le energie che mettiamo in campo sono finalizzate principalmente a colmare la grossa necessità di ore di alfabetizzazione. I fondi che riceviamo per le aree a forte processo migratorio sono compresi, per quanto ci riguarda, tra i 1.500 ed i 2.000 euro per anno scolastico avendo 198 alunni stranieri su 951 iscritti (media di istituto del 20,82%). Calcolando che un’ora di docenza frontale costa 38,5 euro lorde, quelle a disposizione sono veramente pochissime. La strategia adottata è quindi quella del piccolo gruppo: il/la docente di sostegno, a tutti gli effetti docente di classe, quando lavora fuori dall’aula, oltre a sostenere il proprio alunno o la propria alunna agisce anche su quelli/e che hanno la necessità di un percorso di alfabetizzazione di italiano lingua 2. Accanto a questa strategia, che a livello di inclusione aiuta moltissimo i bambini e (...)».
«Innanzitutto ci tengo a dire che le energie che mettiamo in campo sono finalizzate principalmente a colmare la grossa necessità di ore di alfabetizzazione. I fondi che riceviamo per le aree a forte processo migratorio sono compresi, per quanto ci riguarda, tra i 1.500 ed i 2.000 euro per anno scolastico avendo 198 alunni stranieri su 951 iscritti (media di istituto del 20,82%). Calcolando che un’ora di docenza frontale costa 38,5 euro lorde, quelle a disposizione sono veramente pochissime. La strategia adottata è quindi quella del piccolo gruppo: il/la docente di sostegno, a tutti gli effetti docente di classe, quando lavora fuori dall’aula, oltre a sostenere il proprio alunno o la propria alunna agisce anche su quelli/e che hanno la necessità di un percorso di alfabetizzazione di italiano lingua 2. Accanto a questa strategia, che a livello di inclusione aiuta moltissimo i bambini e (...)».
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Paolo Fornasari

