Lega. Intervista al coordinatore lombardo, Fabrizio Cecchetti: «Ospedale, nuovi treni, raddoppio: dalle parole passati ai fatti»
Fedelissimo di Matteo Salvini, nella Lega ci crede e fino in fondo, senza se e senza ma: l’on. Fabrizio Cecchetti, originario di Rho, 46 anni, deputato, Segretario della Camera ed, in Lombardia, coordinatore regionale della Lega, non teme il prossimo voto amministrativo, convinto com’è della tenuta dell’attuale compagine di maggioranza ed, in particolare, della solidità e delle potenzialità del suo partito.
Insomma, il risultato in Sardegna non vi preoccupa…
«Assolutamente no. In realtà, anche in Sardegna, il Centrodestra è arrivato primo con più del 49% dei consensi, poi il campo largo è arrivato al 45… Questo significa che la Sardegna non è stata, di per sé, un disastro, dir questo vorrebbe dire raccontare ai cittadini una bugia: ci sono state dinamiche che non hanno funzionato, questo è vero… Ma già in vista del voto in Abruzzo tutti i leader di maggioranza hanno dimostrato piena convergenza e non a caso si sono presentati uniti a sostegno di Marsilio. Il governo, dal canto suo, sta andando avanti con l’agenda già prevista, quindi chi vuole insinuare fratture, spaccature, dica quel che vuole, ma non è vero. A conferma, il fatto d’aver chiuso su Bergamo con un candidato condiviso da tutti; lo stesso a Cremona con un candidato civico, appoggiato da tutta la coalizione, senza strascichi. Vede, in Lombardia vanno al voto 950 Comuni e - a parte un paio di questi, dove stiamo trovando la quadra definitiva – abbiamo già chiuso tutto, il che non è cosa di poco conto. Se fossimo una coalizione sfilacciata, disintegrata e litigiosa, probabilmente non avremmo raggiunto questo risultato. Il che dimostra che, anche in Lombardia, la maggioranza è viva, è forte, è coesa, è positiva e propositiva. Del resto, se da oltre trent’anni nella nostra regione vince il Centrodestra, ci sarà un motivo…».
«Assolutamente no. In realtà, anche in Sardegna, il Centrodestra è arrivato primo con più del 49% dei consensi, poi il campo largo è arrivato al 45… Questo significa che la Sardegna non è stata, di per sé, un disastro, dir questo vorrebbe dire raccontare ai cittadini una bugia: ci sono state dinamiche che non hanno funzionato, questo è vero… Ma già in vista del voto in Abruzzo tutti i leader di maggioranza hanno dimostrato piena convergenza e non a caso si sono presentati uniti a sostegno di Marsilio. Il governo, dal canto suo, sta andando avanti con l’agenda già prevista, quindi chi vuole insinuare fratture, spaccature, dica quel che vuole, ma non è vero. A conferma, il fatto d’aver chiuso su Bergamo con un candidato condiviso da tutti; lo stesso a Cremona con un candidato civico, appoggiato da tutta la coalizione, senza strascichi. Vede, in Lombardia vanno al voto 950 Comuni e - a parte un paio di questi, dove stiamo trovando la quadra definitiva – abbiamo già chiuso tutto, il che non è cosa di poco conto. Se fossimo una coalizione sfilacciata, disintegrata e litigiosa, probabilmente non avremmo raggiunto questo risultato. Il che dimostra che, anche in Lombardia, la maggioranza è viva, è forte, è coesa, è positiva e propositiva. Del resto, se da oltre trent’anni nella nostra regione vince il Centrodestra, ci sarà un motivo…».
All’interno della Lega, com’è il clima?
«La Lega è abituata a discutere tutti i giorni all’interno delle oltre 500 sezioni attive in Lombardia con oltre 15 mila iscritti ed all’interno delle sue 16 segreterie provinciali (4 in più rispetto agli altri ovvero Crema, Martesana, Ticino e Valcamonica, da trent’anni a questa parte). Non siamo un partito di plastica, non lo siamo mai stati, siamo piuttosto un partito vivo. Da quando Matteo Salvini è ministro delle Infrastrutture, nella nostra sola regione ha sbloccato già 40 cantieri per investimenti pari a 35 miliardi di euro. Questa è la politica del fare, che significa anche, negli ultimi mesi, un Pil lombardo cresciuto del 5% e poi significa 60 milioni di euro per (...)».
«La Lega è abituata a discutere tutti i giorni all’interno delle oltre 500 sezioni attive in Lombardia con oltre 15 mila iscritti ed all’interno delle sue 16 segreterie provinciali (4 in più rispetto agli altri ovvero Crema, Martesana, Ticino e Valcamonica, da trent’anni a questa parte). Non siamo un partito di plastica, non lo siamo mai stati, siamo piuttosto un partito vivo. Da quando Matteo Salvini è ministro delle Infrastrutture, nella nostra sola regione ha sbloccato già 40 cantieri per investimenti pari a 35 miliardi di euro. Questa è la politica del fare, che significa anche, negli ultimi mesi, un Pil lombardo cresciuto del 5% e poi significa 60 milioni di euro per (...)».
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Mauro Faverzani

