Il dottor Stefano Erzegovesi sposa la dieta mediterranea.
Forse pochi lo sanno, ma la sostenibilità ambientale e la scelta «green» passano anche dalla tavola. La buona tavola, s’intende. A dirlo, è il dottor Stefano Erzegovesi, medico, psichiatra, nutrizionista e divulgatore scientifico, già direttore del Centro per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano, la settimana scorsa a Cremona, insieme alla professoressa Guendalina Graffigna, proprio per parlare di mente e cibo ad un incontro, promosso nell’ambito del progetto «Il Tempo Ritrovato» da Comune e Rete dei locali Istituti Comprensivi. Per saperne di più, lo abbiamo interpellato.
Dottore, quando e quanto il pasto può essere “green”?
«Secondo uno studio scientifico, apparso qualche anno fa su The Lancet, una rivista medica importantissima, per una scelta “green” tutti noi dovremmo dimezzare il nostro consumo di zuccheri e di proteine animali e raddoppiare invece quello di frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Un’alimentazione mediterranea povera si colloca dunque perfettamente in un discorso di sostenibilità ambientale, di attenzione al consumo del suolo ed alle emissioni di gas serra»...
«Secondo uno studio scientifico, apparso qualche anno fa su The Lancet, una rivista medica importantissima, per una scelta “green” tutti noi dovremmo dimezzare il nostro consumo di zuccheri e di proteine animali e raddoppiare invece quello di frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Un’alimentazione mediterranea povera si colloca dunque perfettamente in un discorso di sostenibilità ambientale, di attenzione al consumo del suolo ed alle emissioni di gas serra»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 01 FEBBRAIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Mauro Faverzani
- Tag:
- Salute

