L'intervista - Antonio Fioravanti, primario di Neurochirurgia all’Asst di Cremona: «In questa specialità siamo già eccellenza per volume di interventi e complessità. Decisivo il ruolo della ricerca. La professione? Poco sentita come vocazione. Fare un nuovo ospedale significa aprire le porte di Cremona. E il prossimo obiettivo dovrà essere la presenza di facoltà sanitarie».

Cremona non deve temere: il nuovo ospedale avrà il riconoscimento di Dea di II livello. Lo conferma Antonio Fioravanti, primario dell’Unità di Neurochirurgia e direttore del Distretto di Neuroscienze del nostro ospedale, che a Mondo Padano rilascia un’intervista ad ampio spettro sulla sanità, sui nuovi fronti verso cui sta galoppando la neurochirurgia, sui passi ancora da fare per valorizzare una professione che - al di là della poca lungimiranza della politica - non può non essere vissuta come «vocazione». Fioravanti declina con esempi gli sviluppi che la medicina ha raggiunto, ad esempio con l’avvio della chirurgia transfenoidale o con la “lettura” di cellule tumorali non visibili attraverso un innovativo tracciante/colorante...
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Cristiano Guarneri
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