Attualità

«Qui mai ostacolati dal rischio denuncia»

Papa, sindaco di San Bassano: «La carenza di risorse è la vera difficoltà: questo ci blocca»

Giuseppe Papa è da quattro anni sindaco di San Bassano. Un periodo nel quale ha avuto modo di esternare tutte le sue perplessità su quel che comporta la gestione di un piccolo comune di 2 mila abitanti, senza peraltro raccogliere troppi consensi dai suoi colleghi di zona. Soprattutto sulla proposta di creare un’entità comunale più grande. «Per alcuni mesi - racconta Papa - ho dovuto ricoprire il doppio incarico di sindaco e responsabile tecnico comunale perché ci hanno messo in crisi i termini del pensionamento e la difficoltà di trovare un professionista esterno come sostituto. La persona che avevamo individuato aveva svolto un piccolo incarico nel nostro Comune e per un paio d’anni, risulta fuori gioco. Dunque, non avevo alternative. Per un periodo, ho fatto anche il responsabile Polizia Locale, per la difficoltà di trovare una collaborazione, problema risolto con l’acquisizione di un agente tramite una mobilità dopo una convenzione conclusasi in un nulla di fatto, ma questo è un altro discorso».
Cosa pensa della cancellazione del reato di abuso di ufficio?
«La cancellazione del reato di abuso di ufficio non cambierà il mio modo di agire che è sempre stato improntato alla prudenza e al buon senso. Non credo neppure che abbia rappresentato un problema qua nel Nord Italia mentre posso testimoniare che, in alcuni casi, tramite i miei colleghi Presidenti di sezione degli Autieri con i quali sono in contatto, mi hanno riferito: “il sindaco non vuole firmare perché ha paura di…”. Noi, al contrario, non siamo mai stati ostacolati dal rischio di una denuncia. Siamo stati attenti, questo è vero, ma non ci siamo presi la libertà di uscire dalle norme. Cancellare la norma mi lascia un attimo perplesso: laddove non c’è una conseguenza, qualche sindaco potrebbe uscire dalla linea corretta. Potrebbe quantomeno essere “indotto a”. Qualche altro, più prudente, rischia di passare per quello che mette la coda tra le gambe e non ha coraggio»....
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Paolo Carini
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