Conciliazione lavoro-famiglia. Parlano i giovani (2). Vittoria Malaman, iscritta al Politecnico
«Pur se consapevole che per una donna può essere difficile anche oggi conciliare famiglia e lavoro, vorrei riuscire a realizzarmi sia nell’una che nell’altra dimensione». Non ha dubbi in merito Vittoria Malaman di Rosolina, in provincia di Rovigo, che frequenta il secondo anno della Laurea Magistrale in Music and Acoustic Engineering alla sede di Cremona del Politecnico. Anche se la priorità, in questo momento, per lei come per tante (forse tutte) le ragazze della sua età, va alla realizzazione personale.
Quali ritiene siano i motivi che causano il calo delle nascite che nel 2022 ha toccato il -2%?
«Credo dipenda dalla combinazione di diversi fattori, fra i quali l’impossibilità di conciliare vita familiare e lavorativa e la difficoltà nel raggiungere un’indipendenza economica tale da poter considerare l’ipotesi di un figlio, indipendentemente dalla consapevolezza dell’impegno, anche finanziario, che egli comporta».
«Credo dipenda dalla combinazione di diversi fattori, fra i quali l’impossibilità di conciliare vita familiare e lavorativa e la difficoltà nel raggiungere un’indipendenza economica tale da poter considerare l’ipotesi di un figlio, indipendentemente dalla consapevolezza dell’impegno, anche finanziario, che egli comporta».
Cosa vede nel suo futuro?
«È presto. Non lo so ancora con esattezza. Per il momento la mia attenzione riguarda quello che mi aspetta dopo che avrò conseguito la laurea al Politecnico; spero di trovare un lavoro stimolante e soprattutto che mi faccia sentire realizzata e felice delle scelte che avrò fatto».
«È presto. Non lo so ancora con esattezza. Per il momento la mia attenzione riguarda quello che mi aspetta dopo che avrò conseguito la laurea al Politecnico; spero di trovare un lavoro stimolante e soprattutto che mi faccia sentire realizzata e felice delle scelte che avrò fatto».
Comunque, desidera formarsi una famiglia senza rinunciare al lavoro?
«Certamente! Ripeto, pur se consapevole che per una (...)».
«Certamente! Ripeto, pur se consapevole che per una (...)».
Paolo Fornasari

