Intervista a Paola Orini, candidata per "Italia Viva - Terzo Polo" alle prossime Regionali
Da sempre nel mondo della Scuola, prima come docente, ora come dirigente, vanta una lunga esperienza anche in campo istituzionale come presidente della Fondazione San Domenico di Crema e come assessore provinciale, prima a Cultura, Istruzione ed Edilizia Scolastica, poi a Istruzione, Formazione e Lavoro: Paola Orini si presenta alle elezioni regionali con tutte le carte in regola, in termini di preparazione, competenza ed esperienza. Ha scelto di correre nelle fila di Italia Viva, quindi nel cosiddetto Terzo Polo.
Perché?
«Innanzi tutto, ho risposto ad una chiamata, giuntami da più parti. Pur avendo una vita molto impegnata su più fronti, ho deciso di affrontare comunque questa rapidissima campagna elettorale, perché nel Terzo Polo ritrovo la mia casa politica. La mia esperienza era partita, in gioventù, nella Democrazia Cristiana, il cui equilibrio, la cui moderazione ritrovo ora nel Terzo Polo».
Quali i Suoi modelli, i Suoi riferimenti culturali in politica?
«Il mio riferimento resta quello che fu il Partito Popolare prima, la Democrazia Cristiana poi, con le sue varie evoluzioni. Ritengo importante evitare (...)».
«Innanzi tutto, ho risposto ad una chiamata, giuntami da più parti. Pur avendo una vita molto impegnata su più fronti, ho deciso di affrontare comunque questa rapidissima campagna elettorale, perché nel Terzo Polo ritrovo la mia casa politica. La mia esperienza era partita, in gioventù, nella Democrazia Cristiana, il cui equilibrio, la cui moderazione ritrovo ora nel Terzo Polo».
Quali i Suoi modelli, i Suoi riferimenti culturali in politica?
«Il mio riferimento resta quello che fu il Partito Popolare prima, la Democrazia Cristiana poi, con le sue varie evoluzioni. Ritengo importante evitare (...)».
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Mauro Faverzani

