Attualità

Stefano Allegri: «Rischiamo un lockdown energetico»

L'intervista - Il Presidente dell'Associazione Industriali di Cremona lancia l'allarme: «In 12 mesi il costo è aumentato di oltre il 600%. Così non possiamo reggere. Serve subito un tetto al prezzo del gas. Ormai è una questione prioritaria di sicurezza nazionale»

Reduce dall’Assemblea di Confindustria presso la Santa Sede a cui ha partecipato qualche giorno fa insieme a una folta delegazione di imprenditori, il Presidente dell’Associazione Industriali di Cremona denuncia il clima di sfiducia e di grande difficoltà affrontato dalle imprese in questi mesi a causa dei rincari dell’energia. Una situazione iniziata già alla fine del 2021, e poi letteralmente esplosa all’inizio di quest’anno a causa del conflitto fra Russia e Ucraina. Senza giri di parole, Allegri afferma che, avanti di questo passo, le imprese non potranno reggere, e invita dunque la classe dirigente a intervenire tempestivamente non solo per fronteggiare l’emergenza, ma anche per impostare, finalmente, una politica energetica degna di un Paese di 60 milioni di abitanti, la seconda manifattura d’Europa, che non potrà andare avanti a forza di “no” ideologici. Ecco che cosa ci ha detto.
Presidente, il contesto in cui viviamo si fa sempre più preoccupante. Ci fa il punto della situazione?
«Le nostre imprese si sentono e sono di fatto abbandonate. A distanza di un anno dal nostro primo allarme sui rincari energetici (ottobre 2021), la situazione è precipitata e gli indici di mercato continuano a far registrare un record dopo l’altro. Il risultato è che l’industria italiana, tra le più competitive al mondo, è a rischio desertificazione nel disinteresse di Unione Europea, partiti politici e sindacati...
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Redazione Economia
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