I nostri candidati - Intervista ai contendenti “cremonesi”: il loro incontro con gli elettori, le loro priorità, le previsioni. I richiami più forti per infrastrutture, energia, salute e lavoro
C’è un nemico comune che, in questa campagna elettorale al veleno, mette idealmente insieme i venticinque candidati cremonesi a caccia di voti per tutta la Provincia. È l’astensionismo. Quel corpo molle che vive della decisione – sofferta o presa a cuor leggero – di disertare i seggi. Tutti gli intervistati in questo numero hanno come primo obiettivo convincere gli indecisi. È con loro che si ingaggia il confronto più serrato. Dimenticandosi, spesso, che pochissimi si conviceranno a parole. I più avranno bisogno (giustamente) di due cose: “concretezza” e “passione per il bene di tutti”.
Nelle pagine del Focus troverete i candidati cremonesi del nostro collegio rispondere a tre domande identiche. La prima sul modo con cui stanno conducendo la campagna elettorale. L’ultima sul quadro politico che si aspettano. La seconda, invece, su quali priorità lavorerebbero in caso di elezione. Qui i temi sono tanti e spesso si accomunano.
Il caro energia, ad esempio, per fronteggiare il quale si prospettano ricette abbastanza univoche. Poi, il comprensibilmente lungo elenco delle priorità relative al territorio. Le infrastrutture vincono su tutte, con un richiamo insistente sul potenziamento di quelle su ferro, seguite dalla sanità: c’è chi la vuole «tutta e solo pubblica», chi ne chiede una maggior prossimità ai bisogni della gente. Le scorie dell’emergenza Covid dettano ancora i programmi di alcune liste: via il segreto di Stato sulla composizione dei vaccini e «presidio affinché un’eventuale nuova ondata sia gestita in modo diverso» da quelle precedenti. Poi il tema del lavoro, con soluzioni che vanno da un maggior investimento sulle politiche attive alla detassazione per i nuovi assunti. L’attenzione alla «natalità» è un’urgenza richiamata più a destra, il progresso «dei diritti civili» a sinistra. E non fa più notizia l’avversione al 5G, che rientra in una serie di azioni a tutela dell’ambiente, esplicitate da quasi tutti i candidati di centrosinistra...
Nelle pagine del Focus troverete i candidati cremonesi del nostro collegio rispondere a tre domande identiche. La prima sul modo con cui stanno conducendo la campagna elettorale. L’ultima sul quadro politico che si aspettano. La seconda, invece, su quali priorità lavorerebbero in caso di elezione. Qui i temi sono tanti e spesso si accomunano.
Il caro energia, ad esempio, per fronteggiare il quale si prospettano ricette abbastanza univoche. Poi, il comprensibilmente lungo elenco delle priorità relative al territorio. Le infrastrutture vincono su tutte, con un richiamo insistente sul potenziamento di quelle su ferro, seguite dalla sanità: c’è chi la vuole «tutta e solo pubblica», chi ne chiede una maggior prossimità ai bisogni della gente. Le scorie dell’emergenza Covid dettano ancora i programmi di alcune liste: via il segreto di Stato sulla composizione dei vaccini e «presidio affinché un’eventuale nuova ondata sia gestita in modo diverso» da quelle precedenti. Poi il tema del lavoro, con soluzioni che vanno da un maggior investimento sulle politiche attive alla detassazione per i nuovi assunti. L’attenzione alla «natalità» è un’urgenza richiamata più a destra, il progresso «dei diritti civili» a sinistra. E non fa più notizia l’avversione al 5G, che rientra in una serie di azioni a tutela dell’ambiente, esplicitate da quasi tutti i candidati di centrosinistra...
Cristiano Guarneri, Paolo Carini, Emilio Croci, Angelo Galimberti, Laura Bosio e Paolo Fornasari
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