Intervista a Alessandro Lanfranchi, amministratore delegato di Padania Acque

Paolo Aiolfi, sindaco di Bagnolo, ha emesso lunedì un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua potabile per scopi diversi da quello alimentare e igienico. In sostanza si può mettere l’acqua sul fuoco per la pasta, si può bere e si può fare la doccia. E i gerani sul balcone? Ma soprattutto: c’è una crisi anche per gli acquedotti?
Alessandro Lanfranchi, che da quasi 7 anni è l’amministratore delegato di Padania acque, gestore unico per la provincia, starebbe dalla parte dei vasi di gerani, ma dà una risposta più articolata. «Il sindaco di Bagnolo - spiega - è autorizzato a prendere la decisione dal decreto regionale di venerdì 24 giugno sull’emergenza idrica, a firma del Governatore Fontana, nel quale si invita ad un uso molto parsimonioso della risorsa e si dà facoltà agli amministratori comunali di intervenire al riguardo. A mio avviso, nella decisione di Bagnolo, c’è una forma di allarmismo che mi permetto di non condividere». «Naturalmente sono il primo – continua Lanfranchi - a sostenere che l’acqua è una risorsa preziosa che non va sprecata. Ma per essere chiari, la grave crisi idrica del Po, non impatta nella distribuzione dell’acqua nelle città, nei paesi e nemmeno nelle frazioni perché noi, in provincia di Cremona, peschiamo l’acqua nelle falde profonde attraverso 234 pozzi. (...)
Alessandro Lanfranchi, che da quasi 7 anni è l’amministratore delegato di Padania acque, gestore unico per la provincia, starebbe dalla parte dei vasi di gerani, ma dà una risposta più articolata. «Il sindaco di Bagnolo - spiega - è autorizzato a prendere la decisione dal decreto regionale di venerdì 24 giugno sull’emergenza idrica, a firma del Governatore Fontana, nel quale si invita ad un uso molto parsimonioso della risorsa e si dà facoltà agli amministratori comunali di intervenire al riguardo. A mio avviso, nella decisione di Bagnolo, c’è una forma di allarmismo che mi permetto di non condividere». «Naturalmente sono il primo – continua Lanfranchi - a sostenere che l’acqua è una risorsa preziosa che non va sprecata. Ma per essere chiari, la grave crisi idrica del Po, non impatta nella distribuzione dell’acqua nelle città, nei paesi e nemmeno nelle frazioni perché noi, in provincia di Cremona, peschiamo l’acqua nelle falde profonde attraverso 234 pozzi. (...)
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Paolo Carini

