L'intervista - Salvatore Militello, segretario Cisl Scuola, analizza la ripresa delle lezioni in presenza: «Anche se l’80 per cento dei docenti è vaccinato, il contagio è dietro l’angolo. Spazi insufficienti nelle aule e nodo trasporti restano due questioni aperte»

Lunedì 13 settembre è ripartita la scuola. A tracciare il quadro della situazione è il Segretario Generale della CISL Scuola Asse del Po, Salvatore Militello.
Come si è arrivati a questo appuntamento?
«Credo non del tutto pronti. Anche se in provincia abbiamo l’80% dei docenti e del personale della scuola vaccinato, c’è sempre la preoccupazione che questo virus possa entrare nuovamente nelle scuole e creare eventuali danni. Bisogna entrare con tutte le protezioni previste dal protocollo: siamo più tranquilli, ma, appunto, con la preoccupazione data dal fatto che il contagio è dietro l’angolo».
«Credo non del tutto pronti. Anche se in provincia abbiamo l’80% dei docenti e del personale della scuola vaccinato, c’è sempre la preoccupazione che questo virus possa entrare nuovamente nelle scuole e creare eventuali danni. Bisogna entrare con tutte le protezioni previste dal protocollo: siamo più tranquilli, ma, appunto, con la preoccupazione data dal fatto che il contagio è dietro l’angolo».
Le misure introdotte sono sufficienti a garantire la sicurezza?
«Il virus si modifica con varianti sempre più aggressive, ma dobbiamo attenerci scrupolosamente alle misure indicate nell’ultimo decreto: mascherine, distanziamento di un metro, aerazione dei locali. Se da un lato non si può avere la garanzia che non ci possano essere contagi, dall’altro la speranza è quella di non avere classi in quarantena o addirittura la chiusura delle scuole con un ritorno alla didattica a distanza»...
«Il virus si modifica con varianti sempre più aggressive, ma dobbiamo attenerci scrupolosamente alle misure indicate nell’ultimo decreto: mascherine, distanziamento di un metro, aerazione dei locali. Se da un lato non si può avere la garanzia che non ci possano essere contagi, dall’altro la speranza è quella di non avere classi in quarantena o addirittura la chiusura delle scuole con un ritorno alla didattica a distanza»...
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Mauro Taino

