Attualità

Carlo Cottarelli: «Pnrr, adesso dipende da noi»

L'intervista - «Il nostro sistema politico manterrà gli impegni presi con l’Europa?»

«Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti, di numeri, obiettivi e scadenze. Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l‘aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicaizoni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l‘ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l’ambiente va tutelato. Nell‘insieme dei programmi c‘è il destino del Paese, la sua credibilità». Inizia così il discorso di Mario Draghi alla Camera dei Deputati presentando il Piano nazionale di ripresa e resilienza e il Recovery plan con cui l‘Italia si candida a ricevere i fondi necessari a ripartire. «Sono le parole che bisogna utilizzare in queste circostanze, per dare peso a un programma che è molto importante. Ma, più delle parole, conteranno i fatti e cioè se il Paese sarà in grado di mettere in atto questo programma». Ne è convinto Carlo Cottarelli che, nella consueta intervista mensile ospitata dal Mondo Padano, commenta proprio i contenuti del “piano di battaglia” messo a punto dall’Esecutivo. Una volto giunto a Bruxelles, sarà esaminato dalla Commissione che verificherà la corrispondenza fra i progetti presentati e le risorse richieste. Ma nel Pnrr c’è dell’altro: questa condizione straordinaria imposta dalla pandemia deve essere anche l’occasione da mettere a frutto per porre finalmente mano al cantiere delle riforme, troppo a lungo dimenticate o soltanto abbozzate negli ultimi ventanni. Anche grazie a questo Esecutivo di solidarietà nazionale guidato da una persona autorevole come Draghi, l’Italia ha davanti a sè un’opportunità straordinaria, quasi un rigore a porta vuota che abbiamo il dovere di mettere a segno. Il futuro delle prossime generazioni dipende da quanto utilmente sapremo impiegare il tempo che ci è dato per risorgere e per migliorare il nostro Paese...
Alessandro Rossi
(con la collaborazione di Ana Vera Teixeira)
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