L'intervista - L'economista cremonese a tutto campo sulla strada da percorrere per uscire dall’emergenza e “rifondare” l’Italia su basi rinnovate: «Non scendo in campo, ma desidero portare un contributo alla politica»
Non è una discesa in campo, ma il desiderio di portare un contributo di idee alla classe politica e dirigente del Paese. Questo l’obiettivo di “Programma per l’Italia”, l’iniziativa promossa da alcuni partiti di area liberal democratica che hanno chiamato Carlo Cottarelli a presiedere il Comitato scientifico. Lo stesso contributo, in forme diverse, che Cottarelli sta fornendo al gruppo di lavoro formato dal Ministro Brunetta per promuovere la riforma della Pubblica Amministrazione. «L’errore spesso fatto in Italia - spiega l’economista cremonese nell’intervista esclusiva che pubblichiamo sul numero di questa settimana - è stato dare priorità alle alleanze prima di verificare se si hanno le stesse idee, forse perchè in questa fase politica avere le stesse idee non è considerato poi così importante». La prospettiva, secondo Cottarelli, va completamente ribaltata: «Chiarire a me stesso, da cittadino, quali sono le cose in cui credo penso sia stato utile e penso possa aiutare anche altri a riconoscersi in certe idee, piuttosto che restare prigionieri delle categorie a cui siamo abituati, come l’essere di centro-sinistra, di centro-destra, di centro o riformista. Credo sia molto più utile chiarire quali sono le idee e i valori nei quali ci riconosciamo». E, guardando al futuro, Cottarelli è convinto che mentre ogni sforzo deve essere profuso per accelerare la campagna vaccinale, la via maestra per uscire dall’emergenza e favorire una ripresa dell’economia che avverà prima di quanto si possa pensare, già adesso si debba immaginare il dopo, pianificando una “rifondazione” dell’Italia che parta da alcuni principi fondamentali: uguaglianza, possibilità, merito e solidarietà, i fondamenti su cui ricostruire la nostra rinascita...
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