“FRAGILE”, il nuovo progetto dello stilista Andrea Tosetti: «Non è mai facile esporsi: l’abito come simbolo di noi stessi nella nostra unicità. L’involucro è la rappresentazione metaforica della pelle»
FRAGILE, è il nome del nuovo set, creato dall’originale stilista cremasco Andrea Tosetti, già noto per le sue idee e per i suoi abiti con cui ha sempre saputo stupire e incantare.
Per presentare le proprie collezioni, in maniera insolita ed artistica, lo stilista crea set fotografici onirici, e in contesti unici e sempre particolari e diversi. Andrea mette al centro delle sue creazioni, oltre all’innovazione e alla sperimentazione, un messaggio preciso e diretto, con abiti unici completamente progettati, e confezionati a mano da lui stesso.
Il nuovo progetto “Fragile” presenta due abiti monospalla della collezione Fil Rouge.
Il Leitmotiv, è la rappresentazione della nostra fragilità avvolta e, nascosta spesso, da strati che la nascondono, e che la mascherano (una sorta di autodifesa). La modella, con un taglio netto, si libera della propria “pelle” per mostrare se stessa, esponendosi al rischio della pura verità, e al giudizio esterno. Il messaggio si amplia all’ecosostenibilità, concentrandosi sulla riflessione relativa al materiale di imballaggio utilizzato che, essendo tra le maggiori fonti di inquinamento, e di difficile smaltimento, amplifica la difficoltà di distacco, da parte del soggetto, dall’involucro di protezione del proprio sé...
Per presentare le proprie collezioni, in maniera insolita ed artistica, lo stilista crea set fotografici onirici, e in contesti unici e sempre particolari e diversi. Andrea mette al centro delle sue creazioni, oltre all’innovazione e alla sperimentazione, un messaggio preciso e diretto, con abiti unici completamente progettati, e confezionati a mano da lui stesso.
Il nuovo progetto “Fragile” presenta due abiti monospalla della collezione Fil Rouge.
Il Leitmotiv, è la rappresentazione della nostra fragilità avvolta e, nascosta spesso, da strati che la nascondono, e che la mascherano (una sorta di autodifesa). La modella, con un taglio netto, si libera della propria “pelle” per mostrare se stessa, esponendosi al rischio della pura verità, e al giudizio esterno. Il messaggio si amplia all’ecosostenibilità, concentrandosi sulla riflessione relativa al materiale di imballaggio utilizzato che, essendo tra le maggiori fonti di inquinamento, e di difficile smaltimento, amplifica la difficoltà di distacco, da parte del soggetto, dall’involucro di protezione del proprio sé...
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Ana Vera Teixeira



