L'intervista - L'economista cremonese, appena insignito dell'onorificenza di cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e chiamato dal Ministro Brunetta, auspica che il governo Draghi possa aprire una nuova stagione politica in grado di cambiare il Paese: «Una pubblica amministrazione e una giustizia efficienti sono interesse di tutti»
Una pubblica amministrazione che funziona è uno straordinario fattore di competitività. Se, invece, è inefficiente, rappresenta un freno allo sviluppo del Paese. Ben due (dei sette) peccati capitali dell’Italia analizzati da Carlo Cottarelli sono la troppa burocrazia e la lentezza della giustizia. Non è un caso che il neo Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, abbia chiamato l’economista cremonese per avere qualche utile suggerimento in materia. Nella consueta intervista mensile ospitata da Mondo Padano, partiamo dunque da questo incarico che già nei prossimi giorni vedrà Cottarelli impegnato nel formulare alcune proposte. Intanto, proprio nella giornata di ieri, 4 marzo, Cottarelli ha pubblicato un nuovo volume con un titolo che ben si adatta al momento di straordinaria difficoltà vissuto dal nostro Paese: “All’inferno e ritorno. Per la nostra rinascita sociale ed economica”. Edito da Feltrinelli, presenta una visione per il futuro dell’Italia a partire da tre parole d’ordine: uguaglianza di possibilità, merito e solidarietà. L’economista ha dedicato il libro a Cremona, “la città dove sono nato e dove tornerò”...
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