L'intervista - Oreste Pegno, responsabile territoriale Uil Scuola, a tutto campo sul settore: «Da tempo chiediamo dei presìdi sanitari negli istituti. Invece, le soluzioni proposte dal Governo creano enormi complicazioni nella didattica»

Con il mondo della scuola e le istituzioni che continuano a interrogarsi sul rientro in presenza a partire dal 7 gennaio, Oreste Pegno, Segretario Territoriale della Uil scuola di Cremona, fa il punto della situazione.
Facendo un passo indietro: com’era stato il rientro a scuola a settembre?
Forse non tutti lo sanno, ma i sindacati e noi della Uil siamo stati sempre per l’apertura delle scuole, in sicurezza. Per questo firmammo in estate al ministero un protocollo di sicurezza che è diventata lettera morta: nessuno ci ha più interpellato e non si sono messe in atto tutte quelle politiche di prevenzione per la messa in sicurezza, anzi le scuole e i loro dirigenti sono stati lasciati soli usando la loro autonomia. I lavoratori della scuola sono persone perbene, non vanno nelle piazze a bruciare cassonetti ma hanno la stessa rabbia e non si sentono rappresentati dalle decisioni di questo governo. Con il quale abbiamo obiettivi condivisi ma strade che, almeno fino a questo momento, non si sono ancora incrociate...
Forse non tutti lo sanno, ma i sindacati e noi della Uil siamo stati sempre per l’apertura delle scuole, in sicurezza. Per questo firmammo in estate al ministero un protocollo di sicurezza che è diventata lettera morta: nessuno ci ha più interpellato e non si sono messe in atto tutte quelle politiche di prevenzione per la messa in sicurezza, anzi le scuole e i loro dirigenti sono stati lasciati soli usando la loro autonomia. I lavoratori della scuola sono persone perbene, non vanno nelle piazze a bruciare cassonetti ma hanno la stessa rabbia e non si sentono rappresentati dalle decisioni di questo governo. Con il quale abbiamo obiettivi condivisi ma strade che, almeno fino a questo momento, non si sono ancora incrociate...
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Mauro Taino

