L'intervista - Specializzato in modellazione tridimensionale, Matteo Mariotti si racconta: grazie alla nascita di progetti interattivi evolve la costruzione degli ambienti

L’isola che non c’è: è il luogo immaginario dove si muove Peter Pan, il celeberrimo personaggio creato dallo scrittore James Matthew Barrie. Per estensione significa anche utopia o idea irrealizzabile. Per l’architetto cremonese Matteo Mariotti, invece, è una professione: Mattia si è specializzato nella modellazione tridimensionale e nella realtà virtuale, una delle tecnologie più promettenti nel campo della progettazione. Secondo Jacob Freiberg, uno dei pionieri di questa disciplina, «la realtà virtuale è un modo intuitivo e immersivo per entrare negli ambienti: tutti gli architetti con cui l’abbiamo sperimentata sono entusiasti e sperano di potere un giorno camminare nei loro progetti e magari cambiare elementi della scena con le mani, spostando muri o modificando l’arredo e l’illuminazione con un gesto».
Mattia, quando è nata la realtà virtuale?
La realtà virtuale esiste, seppur con i limiti legati alle capacità di calcolo, da almeno vent’anni. La sua applicazione, parallela a quella del rendering tridimensionale, è diventata alla portata di tutti grazie alla potenza dei computer più recenti e, soprattutto, dopo l’invenzione dei visori. I modelli più sofisticati sono dei veri e propri caschi: da pochi anni esistono anche delle versioni molto più economiche, in grado di sfruttare lo schermo degli smartphone. Chiunque, oggi, è in grado di immergersi e muoversi in un ambiente creato al computer...
La realtà virtuale esiste, seppur con i limiti legati alle capacità di calcolo, da almeno vent’anni. La sua applicazione, parallela a quella del rendering tridimensionale, è diventata alla portata di tutti grazie alla potenza dei computer più recenti e, soprattutto, dopo l’invenzione dei visori. I modelli più sofisticati sono dei veri e propri caschi: da pochi anni esistono anche delle versioni molto più economiche, in grado di sfruttare lo schermo degli smartphone. Chiunque, oggi, è in grado di immergersi e muoversi in un ambiente creato al computer...
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Stefano Frati

