L'intervista - Il segretario della Cisl Fp Asse del Po, fa il punto sull’emergenza: «Oltre al numero dei decessi, abbiamo avuto medici e operatori devastati. Splendidi eroi che hanno fatto da nipoti agli anziani durante l’emergenza»
«Non è andato tutto bene, è stato un disastro: oltre all’elevato numero di decessi - comunque sottostimato -, questa emergenza sanitaria ci ha consegnato medici e operatori del comparto devastati da una situazione difficilissima e da cui stanno facendo grande fatica a riprendersi: tanti si sono ammalati, altri non sono più quelli di prima, senza contare lo stress da cui faticano a riprendersi». E’ netto il giudizio di Roberto Dusi, segretario generale FP CISL Asse del Po.
Siete reduci da una tre giorni di presidi davanti a Regione Lombardia: cosa avete chiesto in particolare?
La discussione di base è se sia meglio il privato o il pubblico: noi da sempre propendiamo per il secondo. A livello nazionale, in 10 anni, sono stati tagliati 37 miliardi di cui buona parte in Lombardia. Durante il Covid, mentre il pubblico faceva fronte all’emergenza, in alcune parti della Lombardia si facevano interventi di chirurgia estetica, anche se non è il caso di Cremona, che ha pagato un prezzo altissimo. Si è fatto un torto ai padri fondatori e costituenti, non siamo riusciti a difendere un diritto fondamentale come quello alla salute. Il sindacato chiede con forza di avere tavoli di confronto e di governare questo fenomeno per garantire un diritto costituzionale come quello alla salute, che oggi non è più esigibile...
La discussione di base è se sia meglio il privato o il pubblico: noi da sempre propendiamo per il secondo. A livello nazionale, in 10 anni, sono stati tagliati 37 miliardi di cui buona parte in Lombardia. Durante il Covid, mentre il pubblico faceva fronte all’emergenza, in alcune parti della Lombardia si facevano interventi di chirurgia estetica, anche se non è il caso di Cremona, che ha pagato un prezzo altissimo. Si è fatto un torto ai padri fondatori e costituenti, non siamo riusciti a difendere un diritto fondamentale come quello alla salute. Il sindacato chiede con forza di avere tavoli di confronto e di governare questo fenomeno per garantire un diritto costituzionale come quello alla salute, che oggi non è più esigibile...
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Mauro Taino
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