Dal flop dei Covid Hotel alla crisi dell’alberghiero. Crollo prenotazioni del 95 per cento. Lacchini: «Turismo disintegrato»
«Non sono mai stato portato a dire cose poco sensate o a creare false speranze». Non nasconde la gravità del momento e la profonda emozione che prova nel parlarne, lui che l’esperienza del coronavirus l’ha vissuta in prima persona. Il ricordo di quel letto d’ospedale per Silvio Lacchini, amministratore delegato di Cremonahotels, è ancora troppo vivo per essere rimosso, è presente nelle sue parole, e lo si coglie ancora in qualche colpo di tosse. «Ormai la polmonite l’ho dimenticata», ma non le ferite dell’anima. Quelle saranno difficili da rimarginare. «Sono venuto via adesso dal Continental: il clima è di tetro pessimismo, come se si fosse stati vittime di un bombardamento improvviso. Sui giornali si fanno tante congetture, ma il turismo, che è legato agli spostamenti, è disintegrato e personalmente sono frustato da quel che leggo: tanta ansia, per non dire terrorismo, come se l’attività dipendesse da noi. Le agenzie di viaggi vogliono riprendere al più presto, avevamo fatto un lavoro bellissimo e, a partire dalla settimana in cui si è scoperto il covid, saremmo stati pieni da qui a fine anno. Ed invece eccoci qui che cerchiamo di andare avanti, ma siamo in ginocchio...
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Fabrizio Loffi
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