Rita Bertoldi racconta “La Nuova Rapida”: «Il libro è, prima di tutto, un oggetto importante nel contenuto. Occorre andare oltre l’aspetto materiale e strutturare il lavoro partendo dal presupposto di conservare ciò che c’è all’interno. E’ una memoria storica del pensiero»
Passato e presente s’incontrano a Cremona, in via Cardinal Massaia. All’ingresso del civico 5 un’imponente Linotype fa bella mostra di sé, lucida e corvina, quasi avesse smesso di fondere pochi minuti prima. Sulla destra, alcuni volumi dalla foggia antica si sporgono da un mobile d’antiquariato ritagliando uno spazio fuori dal tempo. Al centro della stanza, alcuni pesanti macchinari tipografici affiancano gli schermi dei computer accorciando il divario cronologico che ha segnato l’evoluzione di un’epoca. Dalla carta al pixel, dalle miniature dipinte a mano fino alla stampa digitale. La storia de La Nuova Rapida inizia nel 1979, «quando i miei genitori rilevano la tipografia e decidono di dedicarsi a questo mestiere»...
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Lidia Gallanti



