Don Antonio Pezzetti lascia domenica 20 ottobre la casa dell’Accoglienza e la direzione della Caritas diocesana. Vi è stato, rispettivamente, 25 e 18 anni. Ha affrontato tutta l’emergenza profughi e le polemiche che l’hanno accompagnata. Andrà a Piadena per affrontare una nuova esperienza pastorale. Con che spirito parte e cosa si porta dietro?
«Ricordo che ero rimasto sorpreso di un avvertimento, in Seminario, poco prima di diventare prete. State attenti, ci aveva detto l’insegnante, che non tutti andranno a fare il vicario in oratorio... Per me, un giovane prete doveva per forza passare in oratorio, essere in una parrocchia. Sì, forse c’erano anche quelli chiamati a lavorare in Curia, ma erano pochi...». È uno dei ricordi di don Antonio Pezzetti che domenica 20 entrerà nella sua nuova parrocchia di Piadena-Drizzona-Vho dopo 25 anni passati alla Casa dell’accoglienza. «Nel giorno del mio 59° compleanno - commenta - il regalo è la parrocchia». «In certi momenti - confida - ho sentito la mancanza di una comunità parrocchiale. Talvolta ho pensato alla festa del Natale, alla sua preparazione che si fa. Qua, alla Casa dell’Accoglienza, una comunità non c’era perché, chi arrivava, si considerava sempre sul punto di partire. Poi restava anche 4 o 5 anni, ma si riteneva sempre provvisorio. Naturalmente, qua ho condiviso altri aspetti dello stare insieme ed è stata un’esperienza piena e ricca di momenti forti...
Don Pezzetti
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