Attualità

Nuova Via della Seta, perchè la Cina fa paura

Attualità

Nuova Via della Seta, perchè la Cina fa paura

Attualità

Nuova Via della Seta, perchè la Cina fa paura

Intervista - Lucrezia Poggetti, ricercatrice presso il Mercator Institute for China Studies di Berlino: «Belt and Road ha ambizioni geopolitiche. Finanziare i Paesi significa influenzarli. Una questione chiave è il coinvolgimento di Huawei nelle reti 5G italiane, un potenziale rischio per la sicurezza del Paese».

Quando l’antica dinastia cinese Han aprì la rotta verso l’Occidente, non immaginava che quella tratta commerciale sarebbe diventata uno dei temi centrali della geopolitica del 21° secolo. Duemila anni più tardi, l’asse tra l’Oriente e il vecchio Continente risulta tra gli elementi cruciali dell’assetto politico ed economico internazionale, in grado di determinare gli equilibri presenti e futuri. Sulle orme di Marco Polo si sono costruiti accordi, infrastrutture fisiche e virtuali, oggi confluite nel progetto ’One belt, one road’. Lanciato nel 2013 dal Governo cinese, punta a tracciare una via della seta contemporanea tra Asia, Europa ed Africa. In questo triangolo, la Cina è il vertice  tra le due direttrici principali: quella continentale - verso l’Europa del Nord - e quella marittima, che raggiunge le coste del Mediterraneo solcando l’oceano Indiano. L’ambizioso piano cinese coinvolge già più di 65 Paesi: i costi di attuazione superano i 900 miliardi di dollari, cifra che il colosso asiatico conta di raccogliere in collaborazione con i Paesi toccati dalla nuova Via della seta. Tra i principali progetti è prevista la più grande rete infrastrutturale finora immaginata, che oltre alla linea ferroviaria Transiberiana include due rotte marittime verso l’Africa e le isole del Pacifico. A ciò seguirebbe l’estensione di gasdotti e oleodotti, mentre lo sviluppo della nuova tecnologia 5G, in aperta concorrenza all’egemonia tecnologica statunitense, è già in fase di negoziazione – non senza controversie – in vari Paesi in Europa, Africa e Asia. Obiettivo: stabilire una supremazia cinese in grado di soppiantare il monopolio occidentale, con forti ricadute di natura politica, economica e sociale...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 12 SETTEMBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT  
Lidia Gallanti
Condividi:

Chi siamo

Il nuovo Mondo Padano riporta in edicola la storica testata di Cremona.
L'intento è quello di salvaguardare le tradizioni di questo territorio e di proiettarle nel domani, in un disegno di progresso e sviluppo.
Come in passato, il giornale esce ogni settimana al venerdí, diviso in due parti distinte e caratteristiche.
Una parte dedicata all'attualità, con inchieste, indagini e approfondimenti su cronaca, cultura, spettacoli, storia, arte, costume, società, turismo e sport legati all'intero territorio cremonese.
Il giornale si caratterizza per un dorso economico in carta salmonata, dedicato alle imprese, ai giovani e al lavoro, all'università, alle professioni, alle associazioni di categoria e al sindacato.
Informazioni
  • Direttore Responsabile: Alessandro Rossi
  • Direttore Editoriale: Gerardo Paloschi
  • Redazione: Piazza Roma, 7 - 26100 - Cremona (CR) [email protected]
  • Telefono Centralino: 0372.080727
  • Fax: 0372.080739
  • Pubblicità: 328.0947895

Informazioni

  • Direttore Responsabile
    Alessandro Rossi
  • Direttore Editoriale
    Gerardo Paloschi
  • Redazione
    Piazza Roma, 7 - 26100 - Cremona (CR)
    [email protected]
  • Telefono Centralino
    0372.080727
  • Fax
    0372.080739
  • Pubblicità
    328.0947895
© 2025 - Tutti i diritti sono riservati
Direttore responsabile: Alessandro Rossi | Direttore Editoriale: Gerardo Paloschi
R.E.A. n.135964 | Iscr. Reg. imprese Cremona n. 01115570192 | C.F./P.iva 01115570192 | C.S. euro 43.758 ii
Iscritto nel pubblico registro presso il Tribunale di Cremona al numero 154 dal 29 agosto 1981