Lo scorso anno il volume d’affari ha sfiorato i 270 milioni, in crescita dell'8,4%. Ma le nostre importazioni superano di quasi tre volte le esportazioni. Sei noti imprenditori del territorio, Giandomenico Auricchio, Francesco Buzzella, Massimo Rivoltini, Tiziano Fusar Poli, Berlino Tazza e Giada Zhang commentano gli accordi firmati da Italia e Cina il 23 marzo scorso

Quasi 270 milioni di euro di interscambio: è quanto hanno messo a segno le imprese cremonesi con la Cina nel corso del 2018. Un volume d’affari in crescita dell’8,4% (il doppio della media regionale) rispetto al 2017. Nel dettaglio, le importazioni hanno superato i 190 milioni di euro, in crescita dell’8,1% rispetto al 2017, mentre le importazioni hanno oltrepassato la soglia dei 78 milioni di euro, in crescita anch’esse, del 9,3% rispetto all’anno precedente. Certo, il saldo commerciale della bilancia cremonese con la Cina appare fortemente negativo (per quasi 190 milioni di euro, ndr), molto sbilanciato sulle importazioni che, in termini di valore, rappresentano quasi il triplo delle importazioni. E’, peraltro, questo, un problema che non riguarda solamente Cremona, ma anche il resto del Paese, così come l’Europa e gli Stati Uniti. Ed è soprattutto questo, lo sbilancio fra import ed export che, in questi ultimi tempi, ha indotto i leader europei e statunitensi a chiedere alla Cina uno sforzo per arrivare ad un maggiore equilibrio (in termini di reciprocità) negli scambi commerciali...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 4 APRILE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

