L'intervista - Giovanni Luigi Mazzolari anticipa il convegno in programma il 9 novembre: professionalità dell’agronomo centrale per produrre in modo sostenibile. «L’agroalimentare del futuro non saranno le torte della nonna, la zappa e le mondine. Bisogna stare attenti all’idealizzazione bucolica del modo di produrre il cibo»

L'impegno degli agronomi per garantire cibo in quantità e qualità per tutti: se ne discuterà nel convegno che si terrà a Cremona il prossimo 9 novembre. L’appuntamento si chiama “Produrre cibo: gli agronomi se ne (pre)occupano”. Ne abbiamo parlato con l’agronomo Gianluigi Mazzolari.
Da dove nasce l’idea del convegno del prossimo novembre?
Il convegno, che si terrà il 9 novembre, presso la Camera di Commercio di Cremona, rientra nella tradizione degli agronomi di Cremona che, nella prima giornata di apertura (venerdi) dell’allora fiera settembrina del bovino da latte, si ritrovavano per una giornata dedicata ai temi professionali. Dopo alcuni anni di sospensione abbiamo voluto ripristinarla riprendendone i valori fondanti: lo spirito di aggregazione professionale e la caratterizzazione scientifica degli argomenti trattati...
Il convegno, che si terrà il 9 novembre, presso la Camera di Commercio di Cremona, rientra nella tradizione degli agronomi di Cremona che, nella prima giornata di apertura (venerdi) dell’allora fiera settembrina del bovino da latte, si ritrovavano per una giornata dedicata ai temi professionali. Dopo alcuni anni di sospensione abbiamo voluto ripristinarla riprendendone i valori fondanti: lo spirito di aggregazione professionale e la caratterizzazione scientifica degli argomenti trattati...
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Emilio Croci

