Il Presidente della Provincia di Cremona a tutto campo sul presente e sul futuro dei Centri per l'Impiego

Come riportato da “Mondo Padano” la scorsa settimana, il Consiglio regionale lombardo e le sue Commissioni stanno discutendo, in questi giorni, il progetto di legge relativo alla riorganizzazione dei servizi pubblici per il lavoro nella nostra regione.
La Regione Lombardia intende così dare attuazione alla normativa statale (decreto legislativo 150/2015) che, tre anni fa – dopo diversi interventi normativi tutto sommato marginali – ha finalmente introdotto nell’ordinamento italiano la più importante riforma dei servizi per il lavoro e dei Centri per l’impiego.
Si tratta di un passaggio decisivo perché i servizi per il lavoro – tanto snobbati e misconosciuti in Italia – stanno diventando sempre più centrali nel nuovo assetto del mercato del lavoro e nel sistema complessivo delle politiche attive e passive del lavoro.
Dunque, il contenuto della legge regionale ora in discussione meriterebbe di essere conosciuto, spiegato, approfondito, dibattuto, valutato in tutti i suoi aspetti positivi e negativi perché i danni derivanti da un’affrettata e cattiva elaborazione si manifesteranno – entro breve – in tutto il territorio regionale.
E allora ci sarà la solita corsa ad individuare il capro espiatorio di turno: il personale dei CPI, il sistema pubblico che non regge, il modello statale che non è adeguato per la Lombardia e via dicendo. Mi sembra già di sentire il rosario e l’infinità di frasi fatte e luoghi comuni che si possono dire al riguardo!...
La Regione Lombardia intende così dare attuazione alla normativa statale (decreto legislativo 150/2015) che, tre anni fa – dopo diversi interventi normativi tutto sommato marginali – ha finalmente introdotto nell’ordinamento italiano la più importante riforma dei servizi per il lavoro e dei Centri per l’impiego.
Si tratta di un passaggio decisivo perché i servizi per il lavoro – tanto snobbati e misconosciuti in Italia – stanno diventando sempre più centrali nel nuovo assetto del mercato del lavoro e nel sistema complessivo delle politiche attive e passive del lavoro.
Dunque, il contenuto della legge regionale ora in discussione meriterebbe di essere conosciuto, spiegato, approfondito, dibattuto, valutato in tutti i suoi aspetti positivi e negativi perché i danni derivanti da un’affrettata e cattiva elaborazione si manifesteranno – entro breve – in tutto il territorio regionale.
E allora ci sarà la solita corsa ad individuare il capro espiatorio di turno: il personale dei CPI, il sistema pubblico che non regge, il modello statale che non è adeguato per la Lombardia e via dicendo. Mi sembra già di sentire il rosario e l’infinità di frasi fatte e luoghi comuni che si possono dire al riguardo!...
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Davide Viola
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