La storia - Farhad Bitani, ex ufficiale dell’esercito, racconta gli orrori e le sofferenze di un popolo: i talebani, le potenze straniere e il Corano che difende la vita

Vivere nella guerra fra atrocità quotidiane: questa la vita di Farhad Bitani, sino ad oggi.
Lui, giovane dell’Afghanistan, 31 anni ex capitano dell’esercito locale, figlio del generale dei Mujaheddin, Mohammad Qasim, tra gli uomini più fidati del presidente Karzai, ha lasciato il passato tra fondamentalismo e sofferenza, soprattutto quando il padre venne imprigionato nel ’97 in un carcere dei talebani a Kandahar ed oggi parla ai giovani di tolleranza, speranza e libertà.
Nel corso della serata promossa dalla Diocesi di Cremona, Ufficio Pastorale giovanile e Parrocchia Maristella, all’interno dell’iniziativa “Traiettorie di Sguardi”, lo abbiamo intervistato su alcune tematiche di attualità che vedono in Afghanistan una situazione politica sempre più complessa e delicata, dove differenti Stati stanno giocando una propria partita...
Lui, giovane dell’Afghanistan, 31 anni ex capitano dell’esercito locale, figlio del generale dei Mujaheddin, Mohammad Qasim, tra gli uomini più fidati del presidente Karzai, ha lasciato il passato tra fondamentalismo e sofferenza, soprattutto quando il padre venne imprigionato nel ’97 in un carcere dei talebani a Kandahar ed oggi parla ai giovani di tolleranza, speranza e libertà.
Nel corso della serata promossa dalla Diocesi di Cremona, Ufficio Pastorale giovanile e Parrocchia Maristella, all’interno dell’iniziativa “Traiettorie di Sguardi”, lo abbiamo intervistato su alcune tematiche di attualità che vedono in Afghanistan una situazione politica sempre più complessa e delicata, dove differenti Stati stanno giocando una propria partita...
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Fabrizio Pizzamiglio

