Il caso - Finisce in un nulla di fatto la riunione del comitato Ue per gli alimenti, mangimi e piante. Voto rinviato. Cervi Ciboldi: «Assurdo metterlo al bando. Qualunque alternativa ha costi proibitivi». Il Dr. Carlo Loffi: Agricoltura integrata e Ogm la risposta
Di certo c’è che... non c’è nessun accordo sul rinnovo della licenza al glifosate il conosciutissimo diserbante che da diversi anni viene utilizzato in tutto il mondo in agricoltura per eliminare le erbe infestanti preservando le colture. Fissato per mercoledì 25 ottobre, l’atteso voto previsto a margine della riunione del comitato Ue per gli alimenti, mangimi e piante si è concluso con un nulla di fatto e con un nuovo rinvio in quanto gli stati europei non hanno una posizione univoca, incerti sul da farsi a causa delle diverse posizioni in campo: da un lato le associazioni ambientaliste che vorrebbero bandirlo per sempre, dall’altro le associazioni di rappresentanza degli imprenditori agricoli le quali, invece, ne sostengono convintamente l’utilizzo dal momento che non vi è nessuna prova scientifica che il suo impiego - nelle modalità estremamente rigide in cui è consentito in Europa - abbia cagionato (e cagioni) danni alla salute e alle colture. Non solo: al momento, qualora il glifosate venisse messo al bando, non vi sarebbe nessun prodotto in grado di svolgere la medesima funzione con le medesime modalità e garanzie e al medesimo costo...
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