Impresa - Il direttore di CremonaFiere ricorda lo spirito pionieristico che rese grande Cà de Somenzi: «Rafforziamoci per garantire alla fiera e al territorio un futuro di successi degno di questo glorioso passato». Come nel 1946 il territorio ha la possibilità di guardare avanti: Da 70 anni motore di sviluppo. Ora la chance del colpo d’ala
Internazionalizzazione delle manifestazioni, «perchè ormai il mercato di casa è il mondo», ed aggregazione con un partner di spessore a livello nazionale o estero «per raggiungere la massa critica necessaria a competere all’interno dello scenario globale». Il tutto senza perdere, anzi, potenziandole e valorizzandole, le identità e le eccellenze territoriali. E’ lungo queste due direttrici che - secondo Massimo Bianchedi, direttore generale di CremonaFiere dal 1999, manager di razza con incarichi di prestigio anche al di fuori dei confini provinciali (è stato direttore generale di Fiere di Parma dove ha lanciato manifestazioni cult come “Cibus” e “Mercante in Fiera”, ndr), si gioca il futuro del polo fieristico di Cà de’ Somenzi. Uno straordinario patrimonio per il territorio che ha da poco festeggiato i 70 anni di vita raccontati magistralmente all’interno di un volume di memorie scritte da Camillo Genzini...
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