Carmen Leccardi, sociologa: «Festa soprattutto commerciale»
La festa di San Valentino ha sempre avuto un’importante valenza sociale. Ma oggi, ha ancora lo stesso senso e significato? Ne abbiamo parlato con Carmen Leccardi, professoressa emerita in Sociologia della cultura dell’università Milano Bicocca. «Parlare di San Valentino in modo serio, oggi, è quasi ridicolo, se consideriamo che ogni settimana il numero delle donne vittime di femminicidio è sempre elevato e costante», sottolinea la docente. «Se pensiamo alle donne uccise solo nell’ultima settimana, questa esaltazione celestiale dei sentimenti può quasi sembrare una presa in giro».
Quanto San Valentino è ancora una festa autentica e quanto è invece una ricorrenza veicolata principalmente dal consumismo?
«Oggi San Valentino è soprattutto una festa del commercio, che arriva subito dopo le festività natalizie, diventate a loro volta un momento consumistico. I fiori, i regali, le cene fuori, gli incontri… si tratta di un meccanismo che porta a un giro di soldi. Questo non significa che non possa essere anche un momento di gioia, tenerezza e amorevolezza. Ma bisognerebbe andare oltre. Sarebbe interessante se, utilizzando questa ricorrenza, si potesse rilanciare un richiamo alla pacificazione della violenza tra i sessi»...
«Oggi San Valentino è soprattutto una festa del commercio, che arriva subito dopo le festività natalizie, diventate a loro volta un momento consumistico. I fiori, i regali, le cene fuori, gli incontri… si tratta di un meccanismo che porta a un giro di soldi. Questo non significa che non possa essere anche un momento di gioia, tenerezza e amorevolezza. Ma bisognerebbe andare oltre. Sarebbe interessante se, utilizzando questa ricorrenza, si potesse rilanciare un richiamo alla pacificazione della violenza tra i sessi»...
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Laura Bosio

