

«Un lavoro difficile, che s’impara lentamente La mia idea sarebbe quella di fare oculistica»
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Letizia Begotti, finalista alla borsa di studio intitolata al dottor vanni adami, si racconta
«Il problema della facoltà di medicina non è rappresentato tanto dallo studio, ma dal fatto che ci si prepara a fare un lavoro molto importante e nello stesso tempo difficile». Nonostante questa convinzione, Letizia Begotti, che abita a Capergnanica vicino a Crema, dove ha frequentato il Liceo Scientifico Racchetti - Da Vinci, dopo la maturità si è iscritta alla facoltà di medicina all’Università Statale di Milano e oggi sta completando il quarto anno. Letizia è una delle finaliste della borsa di studio intitolata al dottor Vanni Adami, organizzata dalla famiglia del medico scomparso nel gennaio del 2016 e dalla LILT di Cremona, giunta quest’anno all’ottava edizione.
Com’è avvenuta la scelta universitaria?
«In verità fin da quando frequentavo le scuole medie avevo in testa l’idea di iscrivermi al liceo scientifico e poi intraprendere gli studi in ambito medico. Durante gli anni del liceo, mi sono sempre più convinta che questa fosse la strada da percorrere, anche perché le materie che mi piacevano di più erano appunto quelle scientifiche»...
«In verità fin da quando frequentavo le scuole medie avevo in testa l’idea di iscrivermi al liceo scientifico e poi intraprendere gli studi in ambito medico. Durante gli anni del liceo, mi sono sempre più convinta che questa fosse la strada da percorrere, anche perché le materie che mi piacevano di più erano appunto quelle scientifiche»...
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Paolo Fornasari