Simion concede il bis al Circuito del Porto Velocità altissime

Simion concede il bis al Circuito del Porto Velocità altissime

Simion concede il bis al Circuito del Porto Velocità altissime

Paolo Simion (Zalf Desiree) è il primo, in quarantasette edizioni del Circuito del Porto, a centrare il bersaglio per due volte consecutive: c’era riuscito, negli anni novanta, ma con un intervallo di otto stagioni solo Alberto Destro che, nel 1995, dopo aver bissato il successo del 1987, rese noto il suo ritiro dalle corse.
Paolo Simion, veneto di Martellago, titolare della maglia azzurra nel quartetto dell’inseguimento (con lui Marco Coledan, Michele Scartezzini e Liam Bertazzo, che si è classificato alle sue spalle e davanti al pronosticato Davide Martinelli) e vincitore in Coppa del Mondo lo scorso anno a Calì, è stato capace di questa impresa. A permettergli il bis in una volata difficilissima, con la strada bagnata dalla pioggia, la scarsa visibilità e una canea di concorrenti che si sarebbero scannati per vincere, è stato un corridore abituato a battere le piste dei velodromi di mezzo mondo. E sicuramente gongolava Marco Villa, commissario tecnico della squadra nazionale e responsabile diretto della pista, nel vedere uno dei suoi allievi far fuori fior fior di stradisti in questa che è una delle volate più ambite nell’ambito ormai non solo dilettantistico. Marco, e con lui molti altri, hanno sempre sostenuto che la pista ha sempre prodotto campioni in grado di vincere anche grandi prove a tappe su strada (e ne sono testimoni recenti inglesi e australiani). Ebbene, Simion è uno dei pochi che alternano strada e pista con successo. Al Porto è arrivato in sordina, dopo un inizio di stagione non particolarmente lieto, ma aveva alle spalle una buona preparazione ed una squadra efficace e decisa a riscattare la brutta figura rimediata il 1° maggio a Stagno Lombardo. Simion è stato al coperto sino a duecento metri dal traguardo; non una pedalata in più del necessario, non un attimo si esitazione. A due giri dalla fine ha mandato in avanscoperta Nicholas Marini, il deluso di Pessina e di Stagno lasciando credere che fosse proprio l’uomo di punta della Zalf e Marini, insieme Flakemore (Australia) Lunardon (Marchiol) e Christian Fait (Slovenia) ha proprio dato l’impressione di voler andare a vincere dato che il quartetto ha resistito agli attacchi del gruppo sino ad un migliaio di metri dal traguardo. Simion, invece, ha sfiancato i suoi avversari obbligandoli all’inseguimento del quartetto di testa e, quando il gruppo lo ha acchiappato, non ha più mollato le posizioni di testa e si è lanciato sul traguardo con una ferocia e una determinazione incredibili, che gli hanno fatto conquistare uno dei trofei più importanti della sua giovane carriera.
La corsa, come del resto ci si attendeva, non ha fatto registrare picchi di altissimo gradimento nelle prime tre ore, anche se gli attacchi non sono mancati, ma l’altissima velocità imposta dalle squadre che intendevano portare al traguardo un velocista, ha impedito sempre ai coraggiosi che tentavano di imbastire una fuga, di avvantaggiarsi per più di una trentina di secondi prima di essere riacchiappati quando si capiva che resistere in testa da soli e a quella velocità era impossibile per chiunque. L’unico a riuscire a tenere il gruppo a distanza per un paio di giri è stato Dell’Antonia, la cui preparazione da professionista è stata determinante per concedersi la possibilità di rimanere a galla conquistando anche un minuto, contro un gruppo di scatenati pronti a viaggiare, ventre a terra, a più di cinquanta all’ora. Tutta la gara è stata vissuta all’ultimo giro, quando un’alternanaza di vantaggi tra il quartetto di testa ed il gruppo ha divertito il pubblico che non ha smesso di battere le mani sino a quando, proprio all’imbocco del rettilineo finale è scemato il distacco dai primi e si è iniziato a correre a caccia dei titoli italiani della pista.
Detto del vincitore, due parole bisogna spenderle per Davide Martinella, due volte terzo in altrettante edizioni. Davide non è un grande velocista, ma è intelligente e si sa misurare e valutare. Il terzo posto per lui è una garanzia per il futuro perché, anche se non ha il fisico del velocista, sa disputare sprint in cui, in Italia, non ha niente da imparare.
Fra i due, che si erano classificati nello stesso ordine lo scorso anno, si è inserito Liam Betazzo, altro pistard di Vaglia. E non è un caso che su arrivi come questo siano proprio coloro che hanno buone cognizioni della pista, sono generalmente avvantaggiati.
ORDINE D’ARRIVO
1-Paolo Simion (Zalf Desiree) media 47,65 km/h 2-Liam Bertazzo (Trevigiani) 3-Davide Martinelli (Food Italia) 4-Nicola Ruffoni (Colpack) 5-Flumian Dugani (Team Palazzago9 6-Marco Gaggia (Delio Gallina) 7- Filippo Baggio (Ceramica Flaminia) 8-Alfonso Fiorenza (Food Italia)
Cesare Castellani
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