Secondo mandato nel territorio i sindaci schierati per il «forse»

Gli unici ad avere le idee chiare, al momento, sono i sindaci di San Daniele Po e Isola Dovarese. Il primo, Davide Persico, è già pronto a rimettersi in corsa, mentre il secondo, Luigi Fantini, dirà “stop” all’esperienza amministrativa. Tutti gli altri, di fronte all’ipotesi di ripresentarsi per il secondo mandato, sono nel limbo del “forse”.
Persico si dice pronto al bis per proseguire l’attività di questi cinque anni: «Ho intenzione di ricandidarmi - dichiara -. Sto ragionando con il mio gruppo e altre persone del paese perché l’intenzione è quella di dare continuità all’esperienza intrapresa. In questo mandato la nostra attenzione si è rivolta al sociale, alla cultura, alle scuole e all’ambiente, mantenendo la pressione fiscale il più bassa possibile». Resta però «la rabbia per essere diventati ‘riscossori’ delle tasse imposte dallo Stato, mentre il miglioramento dei servizi è attribuito soltanto alla disponibilità dei volontari». Ed è proprio la burocrazia eccessiva a portare il sindaco di Isola alla scelta di fermarsi: «Pratiche eccessivamente lunghe impediscono di realizzare interventi per la comunità in tempi brevi - dice Fantini -. Questa esperienza mi ha arricchito molto, ma alcune dinamiche della pubblica amministrazione sono troppo lontane dalla mia mentalità».
È un “vediamo” che potrebbe diventare “sì” quello dei sindaci Donato Daldoss di Casalbuttano, Alessandro Scandolara di Malagnino e William Vailati di Formigara. «Sto valutando la compagine e la disponibilità dei miei collaboratori - dichiara Daldoss -. È stata un’esperienza positiva che mi ha offerto una visione a 360 gradi del paese. Certo, lo Stato ci ha messi in difficoltà: basti pensare che la capacità mutuataria del Comune, al momento del mio insediamento, era di 7 milioni di euro, dopo un anno è diventata di un milione e si è assottigliata di anno in anno. Così, ad esempio, abbiamo dovuto rivedere il progetto sulla scuola, sistemando le elementari per accogliere anche i ragazzi delle medie». L’obiettivo è «la continuità amministrativa legata al gruppo - conferma il sindaco di Malagnino -. Se c’è qualcuno disponibile a candidarsi, lascio volentieri lo spazio ad altri. Diversamente, mi metto a disposizione». Sulla stessa lunghezza d’onda William Vailati: «Non sono un politico di professione - precisa - è un impegno che mi sono preso per senso civico. Sicuramente c’è la volontà di continuare: sto chiedendo ai miei consiglieri se qualcuno vuole farsi avanti, altrimenti potrei candidarmi di nuovo io, con una coalizione comunque di ampio respiro».
Gli altri sono ancora in ‘fase di meditazione’, tra la positività di un’esperienza che giudicano formativa e le difficoltà crescenti legate ai vincoli statali e a risorse sempre più scarse. «Non ho deciso ancora nulla - sostiene Camillo Comandulli di Castelleone -: ciò che avevamo promesso, è stato realizzato. E anche di più con la nuova scuola materna e la riqualificazione di Torre Isso». «Abbiamo avviato i primi confronti all’interno del nostro gruppo - chiarisce Paolo Abruzzi di Sospiro - ma stiamo ancora valutando. Di certo, con le normative sempre più stringenti da parte dello Stato, per amministrare un paese non basterà più seguire un indirizzo di mandato ma avere precise competenze gestionali». Da Persico Dosimo, Monica Zelioli taglia corto: «Non ne abbiamo acora parlato, nonostante i progetti che abbiamo messo in campo in questi cinque anni». «È ancora presto, decideremo dopo Natale - è la risposta di Silvio Guereschi di Gerre de’ Caprioli -. Candidarsi oggi è un po’ da incoscienti; se qualcuno vuole scendere in campo, cedo volentieri il posto. È stata un’esperienza positiva, nonostante un’opposizione molto dura». Alberto Sisti di Castelvisconti chiosa: «Penso di non ricandidarmi se non ce n’è bisogno. Ho già fatto il sindaco dieci anni, dal ‘91 al ‘99, ma oggi è completamente diverso: basti pensare anche alla crescente rabbia della gente verso la classe politica. Ora staremo a vedere quale sarà il destino dei comuni anche nella prospettiva di eventuali fusioni».
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Giorgia Cipelli
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