Lettere

Autonomia dell'Ospedale Maggiore di Crema Agazzi contesta il sindaco Bonaldi: «Condotta all'insegna del fermo cedimento»

L’atto di indirizzo sulla riforma della sanità – licenziato dalla Giunta Municipale - pare a me una difesa di bandiera dell’autonomia dell’Azienda Ospedaliera.
Prima ancora del varo di tale documento, già avevo trovato poco accorto, politicamente, l'aver chiesto - da parte della Giunta - e poi letto, durante il penultimo Consiglio Comunale, il parere del Dott. Ablondi, Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Crema, in merito alla riforma sanitaria; ciò al fine di fornire una risposta all’interrogazione del consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà Emanuele Coti Zelati. Il Comune mi era sembrato davvero una sorta passacarte, e la Sua condotta un po’ pilatesca. Anche perché un Direttore Generale di Azienda Ospedaliera – essendo di nomina regionale e avendo qualche legittima aspirazione, in termini di progressione nel proprio percorso professionale – è improbabile dica cose che possano risultare scomode alla Regione medesima. In più, nella Sua informativa, il Direttore Generale ha più volte citato il Consigliere Regionale Agostino Alloni, dal quale ho ragione di credere che la Giunta Bonaldi non avesse difficoltà ad assumere informazioni più dirette.
Intendiamoci, il Dott. Ablondi ha risposto al richiedente (il Comune); l’errore, a mio giudizio, è di chi a Lui si è rivolto per rispondere a un’interpellanza.
A ciò è seguita la presa di posizione della Giunta, illustrataci dal Sindaco in Consiglio Comunale, nel corso del proprio intervento-monologo – la discussione è rinviata ad altra seduta, in fase di convocazione. Una presa di posizione che è parsa, a chi scrive, un tantinello contraddittoria, per così dire all’insegna del…fermo cedimento. Più che difendere l'autonomia, tra le righe già si apre una trattativa. Certo, chiamando alla mobilitazione i “Sindaci del territorio, i Consiglieri Regionali, i Parlamentari, le forze politiche, economiche-imprenditoriali, sociali e di tutela dei consumatori-utenti” sembra, in questo caso, avviarsi un percorso utile. Tuttavia viene spontaneo pensare: ma era proprio questo che si chiedeva di fare anche per Tribunale e Procura della Repubblica! Perchè due pesi e due misure? Semplice: nel caso dell'Ospedale, la maggioranza di centro sinistra che governa Crema può dare l'idea di protestare un po' di più. La riforma sanitaria regionale, sarà eventualmente varata dal centrodestra, che governa in Lombardia. Il centro-sinistra in Regione ha le mani libere, è all'opposizione. Sul Tribunale si è invece stati timidi per non contrastare il PD cremonese e "pizzettiano", che non ha certo lavorato per la salvaguardia del Tribunale e della Procura della Repubblica di Crema. Pare davvero solo un gioco delle parti, di cui è bene che la gente venga informata da qualcuno e si faccia un’opinione.
Ed è talmente vero che di gioco delle parti si tratta che, prima delle elezioni regionali, il Dott. Ablondi – il cui parere è tenuto in gran conto, come ho già rimarcato, dall’Amministrazione Comunale – ospite di un sodalizio cittadino, ebbe a dichiarare che la riforma sanitaria sarebbe stata portata avanti comunque, sia che vincesse Maroni, sia che ai vertici della Regione sedesse Ambrosoli.
Comunque, se il Sindaco tenterà, questa volta, una battaglia ben impostata, non sarà certo il doppiopesismo che Le imputo a impedirmi di essere al Suo fianco a provare, in ogni modo, a salvare l’autonomia della nostra Azienda Ospedaliera.
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