Intervista a don Pier Codazzi, direttore Caritas, sul rapporto 2022 Povertà e Esclusione sociale
La festa del patrono di Cremona, sant’Omobono, il “padre dei poveri”, ricorrerà domenica proprio nella Giornata mondiale dei poveri e sarà occasione per ricordare i 50 anni di attività della Caritas diocesana, con l’inaugurazione della sua nuova, e ultima in senso temporale, “opera segno”: la Casa San Facio: due stabili che in città trovano nuova vita grazie a un progetto di housing sociale che risponde all’esigenza dell’abitare di soggetti fragili, da un lato, e l’accoglienza di giovani universitari, dall’altra. L’evento è anche l’occasione per parlare con don Pier Codazzi, incaricato diocesano dal 2019 per la pastorale caritativa e direttore della Caritas cremonese, e con Alessio Antonioli, operatore Caritas del Centro di Ascolto, dei riflessi a Cremona del 21° Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”, presentato da Caritas Italiana.
Cosa emerge dal rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia?
«L’incidenza della povertà “è cresciuta più della media per le famiglie con almeno 4 persone, i nuclei con persona di riferimento di età tra 35 e 55 anni, i bambini di 4-6 anni, le famiglie degli stranieri e quelle con almeno un reddito da lavoro”, perché il lavoro è troppo spesso precario e sottopagato. Il secondo dato significativo è che aumenta il numero di persone che si rivolgono alla Caritas non solo per ricevere beni e servizi, ma anzitutto... (...)».
«L’incidenza della povertà “è cresciuta più della media per le famiglie con almeno 4 persone, i nuclei con persona di riferimento di età tra 35 e 55 anni, i bambini di 4-6 anni, le famiglie degli stranieri e quelle con almeno un reddito da lavoro”, perché il lavoro è troppo spesso precario e sottopagato. Il secondo dato significativo è che aumenta il numero di persone che si rivolgono alla Caritas non solo per ricevere beni e servizi, ma anzitutto... (...)».
Antonio Gattulli

