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«Si toglie il blocco alla nostra attività»

Bongiovanni, sindaco di Casalmaggiore: «Ci ricordiamo tutti del “caso Bonaldi”, vero?»

Giovedì 15 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della giustizia proposta dal ministro Carlo Nordio, che sta facendo molto discutere. In particolare creano divergenze, anche all’interno degli stessi partiti, due provvedimenti: il primo prevede il divieto di pubblicazione delle intercettazioni di indagati, anche se depositate e quindi a disposizione di accusa e difesa; l’altro stabilisce l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, una norma che attualmente punisce l’illegittimità di un atto amministrativo.
Sulla riforma, che affronterà prossimamente l’esame delle due Camere, abbiamo raccolto il parere di Filippo Bongiovanni dal 2014 primo cittadino di Casalmaggiore, il terzo comune più grande della nostra provincia. Bongiovanni ha inoltre al suo attivo una lunga esperienza politica maturata a vari livelli in oltre quindici anni: consigliere di minoranza per la Lega Nord dal 2006 al 2009 a San Giovanni in Croce e a Casalmaggiore dal 2009 al 2014. Contemporaneamente a questo ultimo incarico, fu assessore in Provincia e vicepresidente dell’ente stesso nell’ultimo anno del mandato.
Cosa pensa della decisione del Governo di abolire il reato di abuso d’ufficio?
«Faccio parte del direttivo di ANCI Lombardia da quasi quindici anni e posso confermare che l’Associazione chiede da allora di mettere mano all’articolo sull’abuso d’ufficio, apportando un cambiamento proprio per l’incertezza della condotta illecita da punire che comporta il serio pericolo di essere iscritti in un’indagine che, quasi sempre, termina senza esito. Il reato di abuso d’ufficio, così come scritto all’articolo 323 del Codice Penale, ha infatti portato nel tempo a numerose contestazioni e avvisi di garanzia verso molti amministratori o dirigenti di enti locali, seguite da altrettante archiviazioni o assoluzioni....
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Paolo Fornasari
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