Tocca al medico la divisione in classi di gravità
Attorno al 20 gennaio la situazione era disperata. Tra ragazzi senza vaccino, positivi in attesa di tampone o in quarantena per contatti a scuola, le squadre si allenavano al 50 per cento della rosa, qualcuna anche a meno. Per tutte le società, per ogni sport, il reale problema era poi di avviare il percorso di ritorno all’attività dei ragazzi risultati positivi al Covid. Gli esami da fare erano elencati, ma non si trovava posto a breve in nessuna struttura medica cremonese. Alcuni appuntamenti venivano già fissati a fine marzo ed erano tutti a pagamento. Ora la situazione sembra migliorata, ma solo grazie alla costanza delle famiglie e delle società che sono andate alla ricerca di appuntamenti a breve distanza. ...
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Paolo Carini

