L'intervista - Milen Antonioli racconta studi, aspettative e professione a Mondo Padano: «Grazie ai droni è possibile realizzare vere e proprie mappe tridimensionali»
«Un tempo si iniziava con uno schizzo, un modello, un’immagine. Con la tecnologia digitale e visiva la competenza di base è cambiata. Il processo non è più lineare: si va avanti e indietro». L’osservazione dell’architetto anglo-iraniana Zaha Hadid può riassumere l’esperienza del cremonese Milen Antonioli, laureando in Scienze dell’architettura: appassionato di fotografia e nuove tecnologie ha saputo raccogliere ed integrare la creatività della matita con le possibilità offerte dai mondi digitali. Da qualche anno, infatti, Milen si sta dedicando alle riprese aeree con i droni. Attività che quasi subito è convogliata in ambito professionale.
Milen, la sua vocazione è più tecnica o artistica?
Nelle prima fasi direi che è stata una vocazione di natura prevalentemente artistica: fin da giovanissimo ho sempre avuto una passione intensa per il disegno. Attraverso gli studi da geometra ho scelto di proseguire su questa strada, così da sviluppare e razionalizzare questa predisposizione. Non rimpiango affatto questa decisione: il primo istinto è stato quello di iscrivermi al Liceo Artistico ma, dopo una scelta più ponderata, ho pensato subito alla mia spendibilità nel mondo del lavoro. Riflessione che mi ha portato verso l’istituto tecnico. Il passo verso l’università è stato altrettanto naturale...
Nelle prima fasi direi che è stata una vocazione di natura prevalentemente artistica: fin da giovanissimo ho sempre avuto una passione intensa per il disegno. Attraverso gli studi da geometra ho scelto di proseguire su questa strada, così da sviluppare e razionalizzare questa predisposizione. Non rimpiango affatto questa decisione: il primo istinto è stato quello di iscrivermi al Liceo Artistico ma, dopo una scelta più ponderata, ho pensato subito alla mia spendibilità nel mondo del lavoro. Riflessione che mi ha portato verso l’istituto tecnico. Il passo verso l’università è stato altrettanto naturale...
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Stefano Frati



