Giovanni Vetritto indica le azioni da mettere in campo per diventare più forti e attrattivi: «Combattere la frammentazione che costituisce un limite alle capacità di sviluppo». A Leno importante incontro promosso da Cassa Padana e PoliMi: La cooperazione inter-comunale come leva di competitività e sostenibilità territoriale
“La cooperazione inter-comunale come leva di competitività e sostenibilità territoriale”: questo il titolo dell’incontro organizzato da Cassa Padana nella sede di Leno lunedì 28 ottobre. L’evento s’inseriva nel percorso dell’Hub della Conoscenza, progetto nato dalla collaborazione tra Cassa Padana, il Politecnico di Milano, l’Istituto di Istruzione Superiore “V. Capriola” di Leno e con il supporto della Provincia di Brescia.
Prima dell’inizio dei lavori, abbiamo avuto la possibilità di parlare con il dottor Giovanni Vetritto, coordinatore progetto ITALIE e rappresentante del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Prima dell’inizio dei lavori, abbiamo avuto la possibilità di parlare con il dottor Giovanni Vetritto, coordinatore progetto ITALIE e rappresentante del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Da cosa nasce questo progetto?
«L’accordo di partenariato, ossia la convenzione che ogni singolo Stato membro dell’Unione Europea firma con Bruxelles per avere in cambio fondi strutturali, prevede il raggiungimento di alcuni obiettivi. Una delle priorità è combattere la frammentazione comunale che costituisce un limite alle capacità di sviluppo, anche considerando che ormai le persone tendono a spostarsi su traiettorie ampie, siamo quella che si definisce società dinamica»...
«L’accordo di partenariato, ossia la convenzione che ogni singolo Stato membro dell’Unione Europea firma con Bruxelles per avere in cambio fondi strutturali, prevede il raggiungimento di alcuni obiettivi. Una delle priorità è combattere la frammentazione comunale che costituisce un limite alle capacità di sviluppo, anche considerando che ormai le persone tendono a spostarsi su traiettorie ampie, siamo quella che si definisce società dinamica»...
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Paolo Fornasari



