Le gallerie fiorentine si rifanno il brand...e scongiurano i falsi. Ispirato ai canoni rinascimentali, il nuovo logo parla al mondo

Chi dice Firenze dice Gallerie degli Uffizi. Con quasi 4,4 milioni di accessi nel 2019, il complesso museale in riva all’Arno è ad oggi il museo più visitato in Italia e tra i dieci preferiti al mondo. Un primato che negli ultimi anni ha fatto maturare l’esigenza di ridisegnarne l’identità per renderla solida, unica e riconoscibile al pubblico internazionale che ogni anno affolla i luoghi della cultura fiorentina. L’iniziativa è stata premiata con il Compasso d’oro dall’Associazione per il Disegno Industriale, che ha riconosciuto la sintesi di valori alla base del progetto di brand identity avviato nel 2014 e divenuto carattere distintivo dell’istituzione museale, tra storia e modernità. Ne abbiamo parlato con Francesca Sborgi, Coordinatore area Strategie Digitali presso le Gallerie degli Uffizi.
Quando e perché è emersa la volontà di dotare le Gallerie di un nuovo logo e definire la corporate identity? Su quali valori?
La necessità di progettare un nuovo sistema di valori e una nuova identità è sorta contestualmente con l’istituzione, ai sensi della riforma del Ministero del 2014, delle Gallerie degli Uffizi quale struttura autonoma: un complesso che raccoglie sotto un’unica denominazione gli Uffizi, la reggia di Palazzo Pitti con i suoi musei, il Giardino di Boboli, il Corridoio Vasariano. Questo ha dato occasione anche per concepire ex novo il sito istituzionale e adattarlo alle esigenze della normativa vigente, favorendo la consultazione e la ricerca, soddisfacendo le regole sulla trasparenza delle attività amministrative, e sgombrando definitivamente il campo da una una pletora di siti falsi che occupavano il dominio “Uffizi” mai protetto prima...
La necessità di progettare un nuovo sistema di valori e una nuova identità è sorta contestualmente con l’istituzione, ai sensi della riforma del Ministero del 2014, delle Gallerie degli Uffizi quale struttura autonoma: un complesso che raccoglie sotto un’unica denominazione gli Uffizi, la reggia di Palazzo Pitti con i suoi musei, il Giardino di Boboli, il Corridoio Vasariano. Questo ha dato occasione anche per concepire ex novo il sito istituzionale e adattarlo alle esigenze della normativa vigente, favorendo la consultazione e la ricerca, soddisfacendo le regole sulla trasparenza delle attività amministrative, e sgombrando definitivamente il campo da una una pletora di siti falsi che occupavano il dominio “Uffizi” mai protetto prima...
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Lidia Gallanti

