Ai vini della Cantina di Spineda la denominazione comunale. L’attestato è il primo in provincia per il settore vinicolo
Il territorio tra il fiume Oglio e il Po ha, fra le tante prerogative, anche quella di ospitare presenze agroalimentari di pregio assoluto. Un esempio fra tutti la rinomata produzione del Parmigiano Reggiano e Grana Padano, conosciuti ed esportati in tutto il mondo. Ma anche se la Bassa non è propriamente conosciuta ai più per essere terra di vini e vigneti, non mancano alcune realtà di rilievo.
Pochi giorni fa a Spineda, piccola località incastonata tra la provincia cremonese e quella mantovana, una speciale Commissione ha iscritto nel registro “De.Co.” (Denominazione Comunale) una serie di vini prodotti dalla Cantina Caleffi. Una scelta ratificata ufficialmente dalla Giunta, appositamente riunita in Municipio. L’attestato, primo e unico per ora in tutta la provincia per il settore vinicolo, giunge ad un anno esatto dall’inaugurazione della Cantina, e rivela, non senza qualche sorpresa, come le viti di Lambrusco, Malvasia e persino il cabernet Sauvignon siano storicamente originarie di Spineda e meritevoli quindi di essere iscritte nello speciale registro che ne attesta lo stretto legame con il territorio...
Pochi giorni fa a Spineda, piccola località incastonata tra la provincia cremonese e quella mantovana, una speciale Commissione ha iscritto nel registro “De.Co.” (Denominazione Comunale) una serie di vini prodotti dalla Cantina Caleffi. Una scelta ratificata ufficialmente dalla Giunta, appositamente riunita in Municipio. L’attestato, primo e unico per ora in tutta la provincia per il settore vinicolo, giunge ad un anno esatto dall’inaugurazione della Cantina, e rivela, non senza qualche sorpresa, come le viti di Lambrusco, Malvasia e persino il cabernet Sauvignon siano storicamente originarie di Spineda e meritevoli quindi di essere iscritte nello speciale registro che ne attesta lo stretto legame con il territorio...
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Rosario Pisani



