Cultura & Spettacoli

Radici cattoliche e fede laica L’idea di una Patria moderna che separa Stato e Chiesa

Per la rubrica dedicata al Risorgimento: Massimo d'Azeglio

Inquadriamo innanzitutto il contesto storico. Siamo nel Piemonte savoiardo, chiuso nella caratteristica ritrosia piemontese accentuata dalla doppia asfissia del moralismo clericale e del conformismo politico imperanti ma appena scalfiti dalla bufera ideologica e sociale della Rivoluzione Francese, ora in periodo Direttorio, portata dal generale Napoleone Bonaparte. Un mondo chiuso dove la grandissima parte della gente nasce, vive, lavora e muore nello stesso paese o città senza mai allontanarsene. I viaggi sono delle vere avventure (si pensi che da Parigi a Vienna una carrozza impiega circa una settimana su strade che oggi consideriamo sentieri di campagna), le idee non possono circolare vista l’esiguità dei giornali e delle persone in grado di leggere. Trionfano ancora i pregiudizi, le paure dei “foresti”, la paura delle novità, delle macchine e di tutto quanto sa di nuovo e di progresso tecnico e scientifico: la superstizione e l’oscurantismo (ben alimentato dalla grande maggioranza del clero) la fanno da padroni. In Piemonte ma, in generale in tutti gli Stati italiani. In questa società nasce e opera Massimo d’Azeglio
LA VITA. Massimo d’Azeglio nasce a Torino in una famiglia della nobiltà sabauda: il padre è il Marchese Taparelli d’Azeglio, che poi ebbe parte attiva nella Restaurazione in Piemonte, la madre Cristina Morozzo di Bianzé con un fratello Monsignore che battezzò il neonato. Data l’occupazione francese i primi anni di vita li trascorse con la famiglia a Firenze in amicizia con la Contessa di Albany e dove conobbe Vittorio Alfieri e si dedicò agli studi filosofici pur non trascurando la bella vita....
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 19 OTTOBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Anselmo Gusperti
Condividi:

Chi siamo

Il nuovo Mondo Padano riporta in edicola la storica testata di Cremona.
L'intento è quello di salvaguardare le tradizioni di questo territorio e di proiettarle nel domani, in un disegno di progresso e sviluppo.
Come in passato, il giornale esce ogni settimana al venerdí, diviso in due parti distinte e caratteristiche.
Una parte dedicata all'attualità, con inchieste, indagini e approfondimenti su cronaca, cultura, spettacoli, storia, arte, costume, società, turismo e sport legati all'intero territorio cremonese.
Il giornale si caratterizza per un dorso economico in carta salmonata, dedicato alle imprese, ai giovani e al lavoro, all'università, alle professioni, alle associazioni di categoria e al sindacato.
Informazioni
  • Direttore Responsabile: Alessandro Rossi
  • Direttore Editoriale: Gerardo Paloschi
  • Redazione: Piazza Roma, 7 - 26100 - Cremona (CR) [email protected]
  • Telefono Centralino: 0372.080727
  • Fax: 0372.080739
  • Pubblicità: 328.0947895

Informazioni

  • Direttore Responsabile
    Alessandro Rossi
  • Direttore Editoriale
    Gerardo Paloschi
  • Redazione
    Piazza Roma, 7 - 26100 - Cremona (CR)
    [email protected]
  • Telefono Centralino
    0372.080727
  • Fax
    0372.080739
  • Pubblicità
    328.0947895
© 2025 - Tutti i diritti sono riservati
Direttore responsabile: Alessandro Rossi | Direttore Editoriale: Gerardo Paloschi
R.E.A. n.135964 | Iscr. Reg. imprese Cremona n. 01115570192 | C.F./P.iva 01115570192 | C.S. euro 43.758 ii
Iscritto nel pubblico registro presso il Tribunale di Cremona al numero 154 dal 29 agosto 1981