Musica

Stradivari Festival, successo di pubblico con Dan Zhu e il Quartetto Guadagnini

Ancora due successi di pubblico inanellati dallo Stradivari Festival: sabato sera il violinista Dan Zhu, ieri mattina il Quartetto Guadagnini. Il solista cinese, dopo la Sonata in Re minore di Corelli 'La follia', esprime il picco più alto della propria arte tramite la 'Kreutzer' di Beethoven: suono potente, limpido, stagliato nei due movimenti estremi; eccezionale cesello e rifinitura nella parte pianistica del Tema e Variazioni: Soyeon Park, accompagnatrice finora discreta e quasi invisibile, ricama sul grancoda Fazioli abbellimenti e trilli di particolare bellezza sonora. La quinta Variazione risuona quasi come il clima apollineo dell'Arietta della Sonata op.111. Chiusura con la Fantasia sulla Traviata firmata da Marc-Oliver Dupin e rivista dallo stesso Zhu: pagina recente, ma completamente tonale. Assolutamente 'classica', anche per le orecchie del passatista più incallito. Fine concerto premiato dalle parole dello stesso musicista, dichiaratosi orgoglioso ed estusiasta di potersi esibire nell'Auditorium Arvedi, vero e proprio tempio degli strumenti ad arco. Cambio di strumento per il primo dei due bis: alla famosa Campanella di Paganini il musicista cinese associa il timbro più scuro dello Stradivari Ex Joachim del 1714.
Sempre eccezionale e per molti versi sbalorditivo l'afflusso di pubblico per il concerto di domenica: dopo il Quartetto delle dissonanze di Mozart l'ensemble Guadagnini (Fabrizio Zoffoli e Giacomo Coletti al violino; Margherita Di Giovanni alla viola e Alessandra Cefaliello al violoncello), regala al pubblico uno Smetana appassionato e vitale: il Quartetto 'dalla mia vita', fa scomparire virtualmente l'uggia di una mattinata grigia e piovosa. Il bis, seppur brevissimo, è un capolavoro di umorismo sottile e divertito: il secondo movimento dal Quartetto op. 33 di Haydn (soprannominato 'lo Scherzo') è un grazioso Minuetto: volutamente infantile è caratterizzato dal buffo fraseggio in glissati del violino primo. L'esecuzione diverte non poco anche la bella violoncellista del gruppo. La quale, dietro a un paio di trattenuti sorrisi, sembra associare al brano pensieri personali.
Stefano Frati
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