

Musica
Il Ponchielli inaugura la stagione concertistica con il Trio Diaghilev che rileggerà in chiave jazz la Sagra della Primavera di Stravinsky
Ne hanno scritto tutti i musicologi e gli storici della Musica: da Alfredo Casella a Massimo Mila, da Giorgio Pestelli ad Alex Ross. Tutti i più grandi musicisti l’hanno diretta e sviscerata: Abbado, Ansermet, Bernstein, Dorati, Karajan. Come un Barbiere di Siviglia, tutti la cercano e tutti la vogliono: la Sagra della Primavera di Igor Stravinsky, nel centenario dalla prima esecuzione, raggiunge il record di un culto quasi feticistico: ne è prova un cofanetto di cd - incisione della Decca - con ben trentacinque interpretazioni dell’opera sopraccitata. Una vera e propria febbre che dà l’idea del gigante musicale a cui si è di fronte.
Anche la stagione Concertistica del Ponchielli (al via martedì 10 dicembre, ore 20,30) non poteva sottrarsi a questa celebrazione: lo fa con una voce un po’ fuori dal coro e in maniera particolarmente intrigante. Sarà affascinante ascoltare la tagliente opera di Stravinsky - originariamente per grande orchestra - riletta attraverso l’organico pseudo-jazzistico del Trio Diaghilev: due pianoforti e percussioni. Il gruppo inaugura, martedì prossimo, la stagione offerta dal nostro massimo teatro.
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Stefano Frati