

Cultura & Spettacoli
Personaggio a tinte forti, mescolò martirio e vendetta Per Mazzini fu un “Titano”
Per la rubrica Gli uomini che fecero l'Italia: Francesco Domenico Guerrazzi
Partiamo, come sempre dal contesto storico. Siamo nella Toscana in piena epopea napoleonica, non toccata direttamente né dalla I Campagna d’Italia (1796/7 - Cairo. Millesimo, Lodi, Arcole, fino a Leoben presso Vienna, Trattato di Campoformido), né dalla II Campagna d’Italia del 1800 (Gran San Bernardo, Marengo…). Era stata tuttavia influenzata dal nuovo assetto politico italiano con la nascita delle Repubbliche giacobine (Cisalpina, Romana, Partenopea, ecc.). Poi nel 1804 Napoleone si proclamò imperatore, nel 1805 e 1806 con una lunga serie di vittorie militari frantumò la coalizione Gran Bretagna - Austria - Russia. Nel 1805 si autonominò anche re del Regno d’Italia (comprendente la Toscana). Nel 1812 l’alleanza si allargò alla Svezia, Napoleone tentò di invadere la Russia con 600mila uomini, ma subì una tragica ritirata che decimò il suo esercito. La coalizione allora lo attaccò e lo sconfisse a Lipsia. Napoleone abdicò e fu esiliato all’isola d’Elba. Nel marzo 1815 fuggì, sbarcando nel sud della Francia; riorganizzò un esercito ma, dopo i famosi cento giorni, subì la disfatta di Waterloo (18/6/1815). Questa volta l’abdicazione fu definitiva. Confinato nell’isola di Sant’Elena, vi morì nel 1821....
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Anselmo Gusperti