Intervista a Massimiliano Sechi campione di eSport: a lui il premio “Gli Straordinari”
Per capire cosa voglia dire essere un giocatore di eSport, cioè quella disciplina sportiva, riconosciuta tale dal CONI, che ha alla base “i giochi elettronici competitivi”, è sufficiente sapere che la sfida si svolge attraverso una tastiera di un PC e il suo relativo schermo dove sono messe a dura prova abilità come prontezza di riflessi, grande manualità nei movimenti delle dita e mani, flessibilità e concentrazione, che in una persona normodotata, se ben allenata, non sono poi una cosa così eccezionale. Diventa invece straordinaria, impensabile e sorprendente da lasciare senza parole se chi si cimenta in queste gare è un soggetto dove mancano queste precondizioni fisiche perché affetto, ad esempio, da una grave forma di focomelia agli arti e che riesce, tuttavia, con ammirevole forza di volontà a diventare un vero campione. Sto parlando di Massimiliano Sechi, classe 1986, volto conosciuto per aver partecipato a diverse trasmissioni televisive e per aver conseguito vittorie sempre più importanti proprio nell’ambito degli eSport che lo hanno catapultato agli onori delle cronache.
Si può dire che per lui tutto comincia quando già all’età di quattro anni (1990) i suoi genitori gli regalano un computer con il quale trascorre moltissimo del suo tempo sia, in un primo momento, solo per puro divertimento sia perché, andando avanti negli anni, impara a vederlo come un potente alleato per poter comunicare con il mondo intero senza barriere e confini. Usa YouTube, pratica lo streaming grazie al quale supporta anche dei progetti a favore della Croce Rossa e di Save the children, e si apre ulteriormente alla comunità del web, verso i cosiddetti social media, con un proprio account su Facebook e su Twitter. Nel 2003, così risulta dalle sue note biografiche, comincia la sua passione per gli eSport e con il nickname di MacsHG (Massimiliano Sechi Handless Gamer) inizia a partecipare ai vari tornei per scalare passo dopo passo i gradini più alti...
Si può dire che per lui tutto comincia quando già all’età di quattro anni (1990) i suoi genitori gli regalano un computer con il quale trascorre moltissimo del suo tempo sia, in un primo momento, solo per puro divertimento sia perché, andando avanti negli anni, impara a vederlo come un potente alleato per poter comunicare con il mondo intero senza barriere e confini. Usa YouTube, pratica lo streaming grazie al quale supporta anche dei progetti a favore della Croce Rossa e di Save the children, e si apre ulteriormente alla comunità del web, verso i cosiddetti social media, con un proprio account su Facebook e su Twitter. Nel 2003, così risulta dalle sue note biografiche, comincia la sua passione per gli eSport e con il nickname di MacsHG (Massimiliano Sechi Handless Gamer) inizia a partecipare ai vari tornei per scalare passo dopo passo i gradini più alti...
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Federico Bertoglio
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