Nuovo appuntamento con la rubrica "l'altro violino"
Recentemente mi sono addentrato a Bagnara, frazione di Cremona situata a quattro chilometri e rotti dal capoluogo, per visionare, su gentile invito della famiglia, l’archivio di Ezio Quiresi, uno dei più grandi fotografi cremonesi del ventesimo secolo, tra l’altro artefice dei primi scatti allo Stradivari “Il Cremonese” 1715 quando giunse sotto il Torrazzo nel 1961. Attraversando il piccolo borgo mi sembrava di essere a Montmartre perché le vie hanno tutte il nome di illustri artisti, in particolare musicisti che hanno fatto grande Cremona, come il celebre cantante lirico Giuseppe Modesti, che condivise numerose volte il palco della Scala con la Callas, e il direttore d’orchestra Ennio Gerelli, che portò la Camerata a successi internazionali. Un piccolo giardino è invece intitolato a Rosa Mariani, contralto cremonese tra le più grandi dell’Ottocento, amata da Rossini e Meyerbeer. Essendo un ragazzo di paese mi ha fatto piacere constatare che anche nelle cosiddette periferie riverbera l’arte, se non altro attraverso i nomi di strade e spazi verdi, ma tutto ciò non è un po’ fuori contesto? In realtà è una questione di cui ho iniziato a occuparmi da quando morì Aldo Protti, nel 1995, e in città si aprì un dibattito per arrivare alla dedica di una via al celebre baritono. In quegli anni nella periferia di Cremona e nelle frazioni è proliferata l’intitolazione di strade e piazze a grandi artisti del passato, specie in nuovi quartieri residenziali nati verso la fine del ventesimo secolo....
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Roberto Codazzi

