Cultura & Spettacoli

Musica e cambiamenti climatici Anche Stradivari ne è testimone

Nuovo appuntamento con L'altro violino, la rubrica firmata da Roberto Codazzi

Nel momento stesso in cui Milly Carlucci annunciava l’inizio dello spettacolo una pioggerellina leggera, birichina e dispettosa - visto si trattava dell’Aida in Mondovisione che sanciva i 100 anni del festival dell’Arena di Verona - iniziava a scendere dal cielo. Goccioline così innocue che nessuno dei 15 mila spettatori si è alzato dalla propria seduta, ivi compresa Sophia Loren, ospite d’onore della serata. Gli unici a guadagnare di corsa i camerini sono stati gli orchestrali, “fuga” contrappuntata dai commenti quasi stupiti della presentatrice fino all’intervento provvidenziale del co-conduttore Alberto Angela, il quale ha spiegato alla collega che gli strumenti ad arco - noi a Cremona ben lo sappiamo - non possono prendere nemmeno una goccia d’acqua, per evitare scollature e danni significativi. D’altra parte non si può chiedere alla conduttrice di Ballando con le stelle di saperne anche di liuteria. La pausa è fortunatamente durata non più di una ventina di minuti, poi lo spettacolo è ripreso senza intoppi, ma l’episodio ci consente di parlare di un tema oggi tanto in voga, quello dei cambiamenti climatici e di quanto essi possano condizionare anche l’organizzazione degli eventi musicali all’aperto. Per citare un episodio personale, quando anni fa intrapresi il ruolo di direttore artistico dell’Estate Musicale del Garda quelli del posto - con un misto di sapienza popolare e di ostentazione verso colui che “viene da fuori” - mi dissero che i temporali lambiscono ma non colpiscono Salò perché i venti li fanno scivolare verso la Valsabbia, e non vi dico invece quante volte da Piazza Duomo abbiamo dovuto traslocare all’interno della Cattedrale, a volte zuppi d’acqua,...
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Roberto Codazzi
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